Lega dei Ticinesi: “Vogliamo trattare con Tremonti”
1 Luglio 2011
Pubblichiamo l’intervento di Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale e deputato in Gran Consiglio della Lega dei Ticinesi
Essendo stato il primo a sollevare presso il Consiglio di Stato già in tempi non sospetti (ossia nell’aprile 2007), il tema dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri, ed essendo pure l’unico membro della Deputazione ticinese alle Camere federali a sostenere il blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri quale mezzo di pressione sul ministro Tremonti, non posso che essere soddisfatto al 50% della decisione, presa dalla maggioranza del CdS, di trattenere il 50% dei ristorni.
E’ infatti curioso che da un lato si sia – finalmente – voluto reagire ai continui atti di guerriglia economica del ministro Tremonti, che ledono non solo la piazza finanziaria ticinese, ma la nostra economia più in generale, ma contemporaneamente si sia già fatto un passo indietro decidendo di trattenere solo la metà dell’importo.
Con la decisione di ieri la magioranza del CdS ha almeno dimostrato di non essere disposto a tollerare ad oltranza da un lato gli attacchi italiani (assolutamente illegali), dall’altro l’inerzia federale nel farvi fronte.
Se la decisione del governo ticinese dovesse provocare delle difficoltà diplomatiche al Consiglio federale, quest’ultimo può solo rimproverare se stesso: raccoglie i frutti di anni di indifferenza, di inerzia, addirittura di minimizzazione e di negazione degli allarmi che pure giungevano, da tempo, dal Ticino. Oso sperare che il governo federale, anche in considerazione delle proprie responsabilità nell’accaduto, abbia almeno la decenza di difendere verso l’esterno la scelta della maggioranza del governo ticinese.
E’ poi evidente che sulla questione dei ristorni e dei rapporti Svizzera-Italia l’interlocutore deve essere Tremonti.
Trattative con altri esponenti del governo italiano costituiscono una perdita di tempo. Quanto alle mozioni alla Camera dei deputati italiani per la normalizzazione dei rapporti tra la Svizzera e la vicina Penisolam hanno puro scopo declamatorio e nessuna conseguenza pratica. Illudersi del contrario sarebbe un errore.



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