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L’Europa e l’alba del nuovo Medio Evo

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7 giugno 2015

E’ sotto gli occhi di tutti che l’Europa come solo 30 anni fa la si considerava e cioè il centro del mondo, non esiste più. In pochi decenni trasformazioni di portata storica hanno ridisegnato la geografia politica ed economica del mondo relegando questo piccolo lembo di continente ad un ruolo sempre più marginale sullo scacchiere mondiale.

Da un lato la globalizzazione, voluta con calcolato autolesionismo dall’occidente, ha fatto emergere in altri continenti nuove potenze economiche, politiche e militari dall’altro si è esaurita la spinta culturale, economica, scientifica e militare che ha contraddistinto questo continente nei decenni e secoli passati sia a causa di fattori interni quale l’ambizione e la pretesa di alcuni paesi di sentirsi superiore agli altri che da fattori esterni per lo più incontrollabili.
Riflettevo sulle parecchie similitudini con le cause che hanno provocato la caduta dell’Impero Romano .
Vediamo di elencarne le più importanti: una scarsa natalità, l’immigrazione incontrollata paragonabile a quanto avveniva con lo sconfinamento di intere tribù di barbari entro i confini dell’impero (nel nostro caso causato dagli interventi militari destabilizzatori in quei paesi di origine della stessa Europa al servizio degli Stati Uniti ), l’impoverimento generalizzato della popolazione vessata da un fisco vorace ed insaziabile ( nel tardo Impero le forti tasse applicate venivano utilizzate per retribuire le legioni composte da mercenari barbari al soldo di Roma alle quali ormai veniva delegata la difesa), l’insicurezza dei cittadini sempre meno tutelati dalla giustizia e dagli apparati di sicurezza statali ( è in quella fase storica che le città e i borghi dell’impero si muniscono di mura difensive, mentre noi da anti furti e sbarre alle finestre), una burocrazia inefficiente ed onerosa al servizio di se stessa, l’affievolirsi delle tradizioni e della propria comune identità culturale e religiosa e per finire una classe dirigente mediocre, corrotta e costosissima che rispetto ad allora si è per di più ramificata, in nome della tanto vantata democrazia, in tutti i gangli vitali della società.

Questi sono gli elementi principali che hanno contraddistinto le due epoche e che ne hanno causato il declino.
Oggi illusi da una democrazia di facciata si è strutturato un potere verticistico paragonabile nella sua impostazione politica ed economica con la struttura di governo della società medievale alla base della quale la servitù della gleba lavorava esclusivamente per mantenere il sistema di potere dei nobili e della Chiesa a cui era delegata la sicurezza e la cura delle anime.

Oggi l’imperatore e la corte del Sacro Romano Impero hanno la loro espressione nella Commissione Europea da cui dipendono i vari re e principi corrispondenti ai capi di stato e di governo che si riuniscono ogni 5 anni per nominarla, i valvassori sono assimilabili ai governatori delle regioni dei vari paesi, per finire con i valvassini paragonabili ai sindaci, una struttura che rispecchia sotto altre forme quella medievale la cui figura del cittadino è molto simile a quella del servo della gleba.
Infatti deve lavorare almeno otto mesi all’anno e fino a 67 anni per mantenere in piedi tutta la struttura di potere e di sistema.
La diversità è che nel Medio Evo la struttura della società scaturiva dal potere militare e religioso mentre oggi è l’economia e la finanza, tramite il controllo ed il sostegno dei mas media, che detta le regole con la sola differenza che oggi ci danno l’illusione di essere noi, la moderna servitù della gleba, gli artefici ed i protagonisti delle scelte di potere.

La tanto sbandierata democrazia è solo un termine sempre di più abusato e di facciata che ha sempre meno a che vedere con il suo reale significato lo dimostrano le poche scelte dei cittadini soggette sistematicamente al vaglio, alla volontà se non peggio ancora all’arbitrio del potere costituito, solo così si può capire la sempre maggiore astensione al voto.

Per finire la Grecia è il più esaustivo esempio di chi si ribella al potere della Commissione, mentre nel Medio Evo l’imperatore reprimeva le ribellioni inviando le truppe imperiali ed i lanzichenecchi oggi la Commissione Europea fa la stessa cosa ma con metodi e termini diversi che si possono definire, usando un linguaggio politicamente corretto, come democratici.

Aurelio Cangemi

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Signor Aurelio la invito ad uscire da questo paese e girare un po’ l’estero. Vedrà che ci sono paesi a cui non servono scuse per nascondersi dalle prioprie responsabilità. Paesi che non sono in crisi ma anzi, sono la locomotiva europea. In Europa ci sono 2 realtà, Italia e Grecia che non vogliono prendersi responsabilità ed accusano continuamente il parlamento europeo di essere colpevole di una politica economica soffocante (politica che ci ha tenuto in piedi fino ad ora e che ha fatto molto comodo alla Grecia per avere prestiti, prestiti che sapeva fin dall’inizio di non poter garantire come copertura). Ci sono paesi come Italia e Grecia che non ammettono che la loro situazione è nata da una classe interna dirigente, politica e civile imbarazzante che ha divorato tutto quello che c’era da depredare per decenni (ad oggi l’ennesimo marcio di Roma). Non ammettono mai la loro incapacità ormai cronica nel combattere le mafie. Non ammettono che per 20 anni hanno fatto politiche a favore della illegalità, politiche di condoni e sgravi fiscali a chi evadeva.
    Ed ora il problema è l’immigrazione o l’Europa.
    La giri un po’ di più questa Europa e vedrà che il disonore e la vergogna ha un nome e si chiama Italia e Grecia.

    1. Scritto da Aurelio

      Signor Felice
      Condivido il suo commento anche se lo considero fuori tema rispetto al mio intervento che cercava, nei suoi limiti di spazio e di contenuti, di analizzare quei fattori similari che hanno contraddistinto il declino dei popoli e dei loro sistemi sociali e politici.
      E’ indubbio e sono pienamente d’accordo su quello da lei riportato anch’io sono consapevole che questo Paese sia stato depredato e divorato da una classe dirigente corrotta portatrice di politiche a favore dell’illegalità.
      Però deve ammettere che il resto dell’Europa non mi sembra che stia molto meglio in settori come la disoccupazione (ad eccezione della Germania che per ovvi motivi di spazio non sto qui a riportare) ed il debito pubblico, credo che la differenza vada ricercata nell’etica pubblica della loro classe politica certamente migliore della nostra.
      La mia analisi voleva far riflettere sulla sempre maggior perdita di sovranità dei popoli europei soggetti ormai alle leggi di un mercato globale, leggi che hanno come unico obbiettivo la massimizzazione dei profitti anche a costo di portare al declino sociale, economico e culturale interi Stati.