L’inflazione degli album delle figurine
16 Marzo 2026
Ce ne vogliono tante: circa 800 figurine per completare un album di calcio; ogni pacchetto ne contiene sei e costa (tra le ipotesi più economiche) circa un euro; il calcolo è presto fatto: un centinaio di euro per concludere la mitica raccolta annuale, che da oltre sessant’anni accompagna “la crescita” delle più giovani generazioni. Ovviamente questo bilancio di spesa appartiene ad un’ottimistica previsione e ad uno straordinario percorso, privo di “intoppi”. Tuttavia, l’impatto con la doppia e la tripla di rito aumenta in modo esponenziale la previsione del budget iniziale. Ecco allora l’invito (come da sempre si ripete) allo scambio delle figurine, talvolta alla ricerca, per ovviare alla solita campagna marketing ben studiata e calcolata, dell’introvabile calciatore di turno, le cui quotazioni aumentano sensibilmente all’appropinquarsi dell’ultimazione dell’album. Non puoi pensare di fermarti, ad un passo dal trofeo, alla settecentonovantanovesima incollata!
Sicuramente è una tradizione che in molte famiglie italiane si alimenta di generazione in generazione e che non può periodicamente mancare nelle case dei più strenui appassionati. Ciononostante, negli anni ’70 o negli anni ’80 l’album si presentava in una forma, numericamente parlando, più ridimensionata e quindi più facilmente completabile. Si è passati dalle circa 500 “cartine adesive” alle quasi 800 attuali, peraltro complice, a partire dal 1998, il maggior numero di pagine dedicate alle squadre di serie A, da due a quattro. D’altra parte il business è business e non si può fermare!
Oltretutto, ci troviamo di fronte ad un mercato esageratamente inflazionato dalla presenza di diverse raccolte e collezioni di figurine, da quelle istruttive e didatticamente rilevanti che attengono al mondo della natura e della scienza, a quelle “diseducative”, riferite a esseri “mostruosi”. Già negli anni ’90 gli “Sgorbions”…
Peraltro questo “sovraffollamento” confonde le idee ai nostri figli, crea un’infinità di alternative che tolgono il piacere, il gusto di assaporare la soddisfazione che deriva dal portare a termine ”l’unica e privilegiata” raccolta annuale, che un tempo si custodiva in modo geloso e con “sacro” rispetto tra gli scaffali della libreria, come una preziosa reliquia. Si annulla così il piacere dell’esclusività, quando, peraltro, le figurine erano piccoli capolavori illustrati!
Ora tanti album iniziati e, all’80-90%, non conclusi…
Claudio Riccadonna



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.