Lo sport moderno deve restare un’occasione di crescita umana e civile
23 Giugno 2026
Caro direttore,
oggi, 23 giugno, è la Giornata Internazionale dell’Olimpismo.
In questa ricorrenza di scala mondiale è importante ricordare che il Movimento Olimpico moderno istituito dal Barone Pierre de Coubertin il 23 giugno del 1894 alla Sorbona di Parigi, nasce per rappresentare e promuovere lo sviluppo dei valori universali che lo Sport – quello con la S maiuscola – promuove: rispetto, amicizia, eccellenza, inclusione e solidarietà.
In queste occasioni – nonostante i costumi economici e politici mondiali possano a volte suggerire altro – bisogna fortemente ribadire che “il significato dell’Olimpismo va oltre la competizione agonistica e rappresenta un modello di convivenza fondato sul rispetto reciproco, sulla lealtà e sulla valorizzazione delle differenze”: una potente alternativa educativa di valori e principi che, oggi più che mai, potrebbero essere utili per la costruzione di una società più giusta e inclusiva di quella attuale.
Sia da docente di Scienze motorie e sportive, che come membro del Comitato Internazionale Pierre de Coubertin Italia, ho sempre considerato lo Sport uno straordinario strumento educativo e culturale, capace di favorire la crescita della persona, il dialogo tra i popoli e la diffusione di un’autentica cultura della pace.
Per questo, rifletto anche sulla casualità del mio percorso letterario che mi ha recentemente visto ricevere il “Premio Letteratura per la Giustizia”, promosso dalla Fondazione dell’Avvocatura Italiana e dal Consiglio Nazionale Forense, nonché un ulteriore riconoscimento al “Premio We For Peace – Espressioni di Pace” del Rotary Lombardia – Distretto 2042; esperienze che mostrano e dimostrano che cultura, educazione e Sport possono tutte insieme contribuire concretamente alla diffusione dei valori della pace, della giustizia e della fraternità.
Pertanto, anche in questa giornata simbolica, sento il bisogno invitaVi a vivere e pensare lo Sport moderno come occasione di crescita umana e civile, affinché lo spirito olimpico del barone Pierre de Coubertin continui a essere un ponte tra gli uomini di diverse religioni e culture, come un messaggio di civiltà e speranza per le nuove generazioni.
Prof. Francesco Adragna
Docente di Scienze motorie e sportive
Membro del Comitato Internazionale Pierre de Coubertin Italia




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