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L’odissea della burocrazia scolastica

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8 luglio 2015

Egregio Direttore,

vorrei rendere, sinteticamente, note alcune vicende “burocratiche” che hanno visto coinvolte, nello scorso mese di giugno, la sottoscritta ed altre mamme lavoratrici, in occasione dell’iscrizione dei nostri bambini al primo anno della Scuola dell’obbligo ed ai correlati servizi parascolastici del Comune di Varese.

A febbraio 2015 abbiamo provveduto, secondo la tempistica prevista dal Ministero, ad iscrivere on-line i nostri bambini – nati nel 2009 – al primo anno della Scuola dell’Obbligo, indicando la scuola, per così dire, di “preferenza” secondo criteri e necessità proprie di ciascuna famiglia.

Entro il 31 marzo 2015 abbiamo richiesto l’iscrizione ai servizi parascolastici del Comune: anche per questi, ciascuno ha scelto, il prescuola (7.30/8.00) il servizio di dopo scuola breve (ovvero fino alle ore 15.00 costo 27,00 euro mensile) o lungo (fino alle 17.30 costo mensile 75,00 euro).
Nel mese di aprile, ci è stata data conferma telematica dal Ministero dell’accettazione dell’iscrizione alla scuola richiesta.

A metà giugno sono state pubblicate le graduatorie redatte dai Servizi Educativi del Comune e qui, la prima amara sorpresa: i nostri figli (e la maggioranza dei bambini del 2009, ovvero i nuovi iscritti), non avevano trovato posto nel servizio di doposcuola breve della Locatelli di Masnago, che prevede un massimo di 25 bambini iscritti.
Interpellati gli Uffici, ci veniva risposto che, il numero contingentato di utenti, deriva dalla scelta di assegnare solo n.1 educatrice al servizio “breve”, privilegiando (con.50 bambini) quello lungo, dove, è evidente data la differenza di costi, il guadagno è chiaramente maggiore.
Pertanto, l’unica alternativa per noi possibile, oltre, chiaramente, ad arrangiarci in qualche modo, era il passaggio al doposcuola lungo.

E’ evidente che tale scelta obbligata, comporta, per le famiglie, la riorganizzazione dei tempi – si tratta comunque di bambini di prima elementare, impensabile lasciarli, anche per poco, da soli – ed un maggior onere economico, vista la differenza di costi dell’uno e dell’altro servizio.

Ovviamente nessuna responsabilità in questo per gli Uffici: è evidente che si tratta di scelte politiche, operate a monte, su come e dove indirizzare le risorse per un settore fondamentale quale quello dell’Istruzione.

A seguire, qualche giorno dopo, le mamme dei bambini non residenti nel quartiere della scuola Locatelli,sono state contattate per informarle dello SPOSTAMENTO D’UFFICIO dei loro bambini ad altra scuola della Direzione Didattica di competenza.
Motivazione: sostanzialmente far quadrare “i numeri” degli iscritti alle prime classi delle varie scuole, in ragione della riduzione del numero di insegnati e della loro distribuzione nel plesso disposto dal Ministro.
E quindi, di nuovo: altra riorganizzazione, incastro tra prescuola, breve e/o lungo,scuola di destinazione etc.
Domanda: ma che senso ha farci credere di poter scegliere con parecchi mesi di anticipo, avere conferma dell’organizzazione ad aprile e di fatto, alla fine, non poter scegliere nulla?

Da ultimo, mi attivo per iscrivere mio figlio ad uno dei Centri Estivi convenzionati col Comune e, come previsto sul sito comunale, presento un Isee del tutto compatibile con la richiesta di voucher (ovvero un piccolo contributo disponibile a fronte di costi notevoli – circa 100€ la settimana, pasti ed uscite esclusi): mi viene risposto che non ne ho diritto perchè “mio figlio compie 6 anni nel mese di dicembre 2015” e “da Regolamento Comunale deve compiere gli anni entro l’inizio del Centro Estivo”.
Onestamente mi sfugge il senso di tale criterio: qual è la differenza tra un bambino del 2009, iscritto al Centro e che compie gli anni entro il mese di agosto ed uno che li compie dopo?

Questi i fatti.

Ringraziamo dell’attenzione e facciamo presente che, con questa nostra, vorremmo solo portare a conoscenza i concittadini di “come stanno (in)volvendo le cose”, del decadimento dello stato sociale governato, non solo ad alti livelli ma anche nella nostra piccola città di Provincia, prevalentememente da criteri personalistici ed economici, anche rispetto al bene più prezioso che ha una società democratica e civile: i suoi piccoli, la loro cura, il loro sviluppo, come futuri cittadini.
Come possiamo tutti noi pensare che la famiglia e le nascite siano importanti, quando non si promuovono i servizi per la famiglia a tutti i livelli.

Cordiali saluti

Lettera firmata da quattro mamme

Commenti

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  1. Scritto da beth

    Perfettamente d’accordo