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Ma perchè Bossi invece che celtico non si dichiara Longobardo?

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28 Settembre 2010

Egregi Signori,
Voglio esordire ricordando all’on. Umberto Bossi, sedicente ministro delle Riforme del IV Governo Berlusconi e della Repubblica Italiana, che abbiamo condivisa la stessa culla (io sono nato a Tradate da padre di origini valtellinesi e madre mantovana, lui a Cassano Magnago, comunque sempre in Provincia di Varese), ma non la stessa minestra, anche perché a differenza di lui io sono riuscito a laurearmi, mentre l’attuale sedicente ministro ha dato ad intendere alla sua prima moglie di lavorare come medico all’Ospedale Filippo del Ponte di Varese.

In secondo luogo, vorrei sottolineare come la tanto decantata civiltà celtica, che lo stesso ministro (?) Bossi sbandiera come suo principale referente ideologico, ha sì lasciate notevoli tracce nell’arte, nella cultura e nella toponomastica locale, ma non è riuscita a creare un unico contesto europeo, visto che – come dimostrano ancor oggi terre come Galles, Scozia e Irlanda, terre ancor oggi di profonda civilizzazione e cultura celtica – le comunità celtiche hanno sempre avuto come principale paradigma l’"Ognino per sé e (per restare all’epoca) gli Dei (in primis Lugh e Belenòs) per tutti!", tant’è che se Gaio Giulio Cesare è riuscito a sottomettere le Gallie è stato grazie anche a queste millenarie divisioni, per cui vi erano coloro che stavano coi Romani, chi ci lottava contro, mentre la quasi totalità (come sempre in questi casi) stava semplicemente alla finestra, altrimenti come si spiegherebbe (nonostante il pur tardivo intervento di Vercassivellauno) la capitolazione di Vercingetorige e di Alesia, ed il fatto che la base di buona parte delle lingue europee sia (insieme, ovviamente, al greco) il latino e non gli idiomi celti, mentre legislazioni e ordinamenti sono ispirati dal diritto romano e non da quello celta?

Vorrei, infine, ricordare come tracce ben più profonde hanno lasciate Goti e – soprattutto – Longobardi (cui la Lombardia stessa deve il nome), o forse l’on. Bossi si vergogna di discendere dai Barbari (vorrei far notare al sedicente ministro che allo stadio attuale degli studi i Longobardi vengono considerati tutt’altro che Barbari!)? Si aggiunga a questo che sin dall’inizio la Lega Nord aveva sostenuto che avrebbe dato un lavoro stabile a tutti i Lombardi doc, solo che chissà come mai il sottoscritto (che, come accennato sopra, è di radici e discendenza lombarda) non ha avuto questo privilegio. O forse bisognava prima iscriversi alla Lega stessa? Nel qual caso hanno ragione coloro che parlano già di Fascismo in Camicia Verde.

Voglio augurarmi che lorsignori (che, a quanto mi è parso di capire, amano la democrazia e, insieme ad essa, il diritto al dissenso) vogliano pubblicare questa mia, pregiandomi di lasciarne inalterato il contenuto, onde renderlo maggiormente comprensibile ai lettori (anche perché a me piace essere chiaro).

Sentitamente,

dott. Enrico Emilitri

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