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Naufragi

barca lago di varese
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4 Marzo 2025

Caro direttore

Per un attimo chiudo gli occhi ed il mio pensiero si sofferma su quella notizia che distrattamente sto leggendo: tre giovani recuperati nel lago di Varese a seguito dell’affondamento del loro piccolo gommone al largo della Schiranna. (foto)

I miei occhi continuano ad essere chiusi e mi chiedo “Cosa avranno pensato in quei momenti? Cosa avranno pensato quando il gommone ha cominciato ad imbarcare acqua? Come si saranno guardati, cosa si saranno detti? Quanta paura avranno avuto?”

Da dove erano partiti? Forse da Bardello? E dove volevano arrivare? Forse a Bodio, forse a Buguggiate? Come fossero luoghi sempre sognati, desiderati, dove poter rilanciare le proprie vite, le proprie ambizioni?

Chissà se, anche solo per un attimo, attaccati ai resti galleggianti del loro relitto, avranno pensato alle migliaia di persone, di essere umani, di “nostri fratelli” che hanno perso la vita nel Mediterraneo in analoghe situazioni. O forse non avranno pensato a nulla, se non a salvarsi…
Non te lo aspetti di affondare, mai…a te non può succedere…

Poi anche i miei pensieri affondano…e arrivano al cuore e allora ti viene da chiedertelo… un gommone che affonda nel lago di Varese in che cosa differisce da un gommone che affonda davanti alle coste della Libia, della Spagna, della Grecia o dell’Italia?
Un gommone che affonda è un gommone che affonda, in ogni luogo, in ogni mare, in ogni lago…o no? E se no, perché non dovrebbe essere così?

Forse perché nei mari affogano clandestini? Come se la discriminante di salvataggio fosse una carta d’identità… o forse perché una gita sul lago è cosa diversa? Forse perché il Mediterraneo è lontano e non lo vediamo? O più semplicemente forse coloro che lo affrontano non sanno chi chiamare se il loro gommone affonda?
Sono stupito dei miei pensieri, incredulo di come si siano fatti posto…che arroganti!

Riapro gli occhi, continuo a leggere…comprendo che oggi i soccorsi sono partiti subito, puntuali, efficienti, non come a Cutro, in Calabria, dove poco più di due anni fa (era la notte tra il 25 ed il 26 febbraio 2023), un caicco, partito dalla Turchia e carico di 200 persone, si spezzò a pochi metri dalla riva. Ma nessun intervenne quella notte con la prontezza necessaria e oltre 100 persone persero la vita.
Sono passati ormai due anni e i gommoni continuano ad affondare, e tantissime persone continuano a morire…
Sono felice che a quei ragazzi sul lago non sia accaduto nulla di grave, che siano sani e salvi, che i soccorsi siano arrivati tempestivamente, sono felice che potranno raccontare solo di un grande spavento… spalanco gli occhi… è ora di raggiungere gli amici per l’aperitivo.

Alessandro Goitan

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