Poste italiane, odissea quotidiana per ritirare una raccomandata
16 Luglio 2012
Gentile direttore,
le scrivo per condividere con Lei e i suoi lettori l’odissea che sto vivendo con Poste Italiane.
Venerdì mattino (13/07) ricevo una raccomandata; in casa non c’era nessuno quindi il postino lascia l’avviso di giacenza con l’indicazione che avrei potuto ritirarla il giorno successivo (a partire dalle ore 11.00) presso l’ufficio postale del mio paese. Fin qui tutto bene, soprattutto perché il Sabato avrei potuto ritirala personalmente.
Detto fatto, Sabato mattina mi presento all’ufficio postale e – con mia sorpresa – l'(incolpevole) impiegata mi spiega che la mia raccomandata loro non ce l’hanno.
Io ho pensato (sono un’ottimista) che il postino l’avesse ancora con sé per un secondo tentativo di consegna (sono abituato ai corrieri espressi).
Ecco il perché dell’indicazione "dopo le ore 11.00", mi sono detto.
Chiedo quindi a che ora il postino sarebbe rientrato. L’impiegata mi "confessa" che il sabato la posta "non c’è" e non ce l’hanno più da tempo; sono aperti solo per operazioni di sportello (invii, pagamenti, banca). E non stiamo parlando di un ufficio periferico ma di un paese di più di 4000 anime, con diverse realtà industriali. "La può ritirare Lunedì mattina, sempre dopo le 11.00".
Mi arrendo e me ne vado; avrei dovuto trovare avrei qualcuno che andasse a ritirare la raccomandata per mio conto Lunedì, con ovvi disagi per entrambi.
E siamo quindi ad oggi, Lunedì. Il mio delegato si presenta all’ufficio postale e trova un cartello: "apertura alle ore 11.00 per assemblea" ed un un gruppo di persone che ne attendeva l’apertura.
Dopo l’ovvia attesa, ecco l’ennesima sorpresa del giorno: la raccomandata non c’è dato che, causa assemblea, il servizio di consegna postale è stato sospeso.
"La può ritirare domani (Martedì), sempre dopo le 11.00".
Lancio quindi questa provocazione: perché mai dovremmo tenerci un ufficio postale in ogni paese se la gran parte di questi uffici funziona parzialmente?
Non sarebbe meglio averne uno ogni quattro/cinque e metterci tutti i servizi sempre attivi?
Mi riprometto di tenerla aggiornata sull’esito della mia odissea e colgo l’occasione per inviarle cordiali saluti.
PS: non ho volutamente indicato nomi di persone e paesi, non per timore di essere riconosciuto ma per l’inutilità di mettere alla gogna persone "incolpevoli".
Questa situazione è frutto di scelte scellerate prese dall’alto, ed è a queste persone che voglio rivolgermi.
L’impiegata postale e il postino sono, loro malgrado, i catalizzatori delle ire degli utenti finali (o dobbiamo chiamarli "clienti").



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