Prenotazioni al punto prelievi: disservizi o reali problemi tecnici?
19 Febbraio 2021
Caro Direttore,
vorrei condividere con i lettori la mia esperienza negativa con il servizio di prenotazione degli esami del sangue introdotto nelle nostre strutture sanitarie, mi piacerebbe scoprire che sono stata sfortunata io e che il servizio in realtà funziona.
Io ho prenotato tramite sito internet all’ospedale del Circolo, scegliendo senza alcun intoppo informatico un giorno e un orario comodi, che si conciliassero con gli impegni familiari e lavorativi (venerdì 12 febbraio). Sono arrivata un po’ in anticipo e per motivi che si possono ben immaginare ho aspettato fuori.
Con mia grande sorpresa quando entro nel padiglione e prendo il numero mi trovo 43 persone davanti, scoprendo, con un po’ di preoccupazione, che la sala d’attesa è piena di gente. Con stupore sempre crescente e non poca arrabbiatura scopro inoltre che diverse persone non hanno appuntamento, che nonostante quanto riportato dal sito e dal cartello presente nel padiglione “gli appuntamenti sono indicativi” (questa la risposta degli operatori presenti) e infine che l’operatore fa prendere il numero anche a quanti espressamente ammettono di non avere l’appuntamento.
Immagino lei capisca come ci siamo potuti sentire noi che invece avevamo l’appuntamento: presi in giro e soprattutto poco protetti proprio dall’Ente preposto alla tutela della salute.
Ho scritto all’URP, mi è stato spiegato che (testualmente) “nelle scorse settimane il nuovo sistema ha registrato alcuni problemi tecnici, in parte a livello delle linee telefoniche, in parte dalla piattaforma internet e, anche grazie a segnalazioni come la sua, i Dirigenti coinvolti stanno provvedendo a risolverli. In particolare, stiamo rafforzando il centralino in modo che supporti più chiamate in entrata e stiamo perfezionando la app.
Quanto all’affollamento che lei ha rilevato, esso dipende dal fatto che una quota rilevante di utenti si presenta ancora senza prenotazione e, considerate le problematiche che Le ho citato, si è preferito evitare di respingere gli utenti”.
Personalmente non sono soddisfatta da questa risposta: esercizi commerciali, studi medici, parrucchieri, uffici postali, banche, altri enti pubblici…sono organizzati per contingentare gli accessi e garantire sicurezza e invece proprio in ospedale ci dobbiamo scontrare con questi disservizi, che oltre a far perdere tempo creano assembramenti in luoghi chiusi favorendo il contagio?
Come faccio ad imporre ai miei figli sacrifici e limitazioni se prima di tutti gli adulti non si possono sacrificare e tornare un altro giorno, dopo aver preso regolarmente l’appuntamento?
Come dicevo prima, mi piacerebbe sapere dai lettori di VareseNews quale è stata la loro esperienza e prima di tutto se sono a conoscenza di questo servizio (io l’ho saputo per caso). Diffondendo la voce forse riusciamo insieme ad evitare che episodi simili si ripetano.
Grazie per l’attenzione e buon lavoro a tutta la redazione.
Antonella Garzillo



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