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Quegli insegnanti che trasmettono l’amore per lo studio

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1 Marzo 2011

Ho letto gli interventi sulla scuola e i commenti dei lettori pubblicati a corredo degli stessi. Sono da oltre vent’anni un’insegnante anch’io, e anch’io insegno nella scuola pubblica. Gallina e LaForgia hanno scritto due ricordi affettuosi di quello che è stata per loro la scuola – elementare per l’uno, liceo per l’altro – che non possono che essere condivisi. Spero, mi auguro, che ciascuno di noi abbia incontrato prima o poi nel suo percorso scolastico un Insegnante che lo abbia avvicinato con amore al mondo del sapere, che lo abbia guidato e fatto crescere nella fatica quotidiana dello studio e che gli abbia fatto capire quanto sia bello imparare. Già, imparare, che non vuol dire essere un bravo registratore che ripete per bene le parole calate dall’alto del sapere dell’insegnante, ma vuol dire rielaborare, interiorizzare, attualizzare, argomentare, magari anche dando una diversa interpretazione…. E mi chiedo: quanti insegnati così bravi ci sono? Quanti sono disposti a mettersi in gioco, a dubitare del proprio sapere per accogliere il sapere di uno dei loro alunni? Con quale motivazione si entra ogni giorno a scuola e nelle proprie classi?

Certo, il clima attuale non ci aiuta: il Governo non sembra apprezzare il valore dell’insegnante – da molto tempo ormai, anche prima dell’attuale Governo , per molti la nostra categoria è quella dei dipendenti statali fannulloni che lavorano 18 ore alla settimana e che hanno anche il coraggio di lamentarsi dello stipendio. E anche la retorica di chi ci dice che siamo dei missionari in trincea contro le brutture della società è, appunto, solo vuota retorica. Il nostro lavoro è bellissimo, perché non ha mai nulla di ripetitivo, perché ogni giorno ci confrontiamo con persone in una fase della crescita che le rende dipendenti dal nostro “potere”. Ed è davvero di potere che parlo: il potere di aiutare a crescere liberi ma anche il potere di schiacciare giovani menti. Chi di noi, da alunno o da genitore non ha mai avuto modo di incontrare insegnanti gretti, meschini, fannulloni, incompetenti? Sarebbe ipocrisia negarlo, tanto per la scuola pubblica, quanto per la scuola privata. La scuola non ha colore. E’ fatta dalle persone, e anche molte delle persone che stanno dietro una cattedra e che sono pienamente titolate ad esserlo, avendo il titolo di studio corretto, avendo superato il concorso, avendo frequentato la SISS e chi più ne ha più ne metta, non sono titolate ad essere Insegnanti. Gli insegnanti veri sono pochi, sono quelli che, come Romano, amano i loro alunni, vogliono loro bene e vogliono il loro bene, che non vuol dire regalare i voti, ma che vuol dire aprire le loro menti, metterli in grado di capire e di pensare e di esporre liberamente le loro idee, qualunque esse siano ed in qualunque tipo di scuola, pubblica o privata, si trovino.

Nicoletta Pizzato

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