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Renzi, l’Europa ed il referendum costituzionale

matteo renzi
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15 ottobre 2016

Egregio Direttore
E’ molto probabile che Renzi sull’esito della riforma costituzionale si gioca il suo futuro politico e di capo di governo.
In effetti da quando si è insediato tutta la sua politica economica, attraverso la spesa pubblica, punta nell’accattivarsi sempre più consensi ma senza una vera strategia economica di sviluppo a medio e lungo termine.
Tuttavia queste iniziative non sostenuta da una seria politica di spending review che inimicherebbe di contro un sistema che vive e prospera si spesa pubblica, ricadono sul debito pubblico e cioè su tutta la collettività in mancanza di crescita del prodotto interno lordo.
Questa politica economica è risaputo viene ostacolata dalla Commissione Europea che a causa dell’enorme debito pubblico del Paese tiene sotto controllo le leggi di spesa del Governo Italiano.
Ed ecco come Renzi, a mio parere, si sta giocando la sua partita con la Commissione Europea utilizzando il ricatto o meglio l’arma dell’immigrazione ed in sub ordine il recente terremoto.
La chiusura delle frontiere europee, in sostanza il fallimento di Schengen, l’opposizione dei Paesi dell’Est Europa ad accogliere emigranti, l’accordo dell’Unione con la Turchia sui profughi Siriani gli unici che avrebbero titolo ad essere accolti in Europa e per finire il trattato di Dublino ha posto l’Italia in condizione di diventare, ma facendolo pesare a Bruxelles, un grande campo profughi di emigranti economici provenienti dall’Africa.
Certamente l’enorme costo sociale ed economico di questa pseudo finta accoglienza a braccia aperte non viene concesso gratis da Renzi ma gli serve come merce di scambio nei confronti della Germania ed in particolare di una Commissione Europea, impotente nel gestire i flussi, facendosi autorizzare leggi di spesa, le così dette mance elettorali, che incidono sul debito pubblico.
In pratica Renzi con l’immigrazione dalla Libia il cui peso ricade esclusivamente a carico dell’Italia ricatta l’Unione Europea che impotente sul problema gli permette di aumentare la spesa pubblica a sfondo elettorale ed il relativo debito del Paese che a sua volta gli consente di aumentare il suo consenso, vincere il referendum costituzionale e mantenersi al potere.
Alla fine, paradossalmente potrebbe vincere il referendum aumentando i soldi del debito pubblico cioè di tutti i cittadini anche di quelli che voteranno il NO.
D’altronde la Germania il suo problema immigratorio lo ha risolto facendo pagare a tutti gli europei il trattato con la Turchia e pertanto non ha tutte le carte in regola per opporsi seriamente alla strategia renziana basata sulla spesa a pioggia , imponendogli contro la solita politica del rigore.
Barattare le conseguenze e i costi di una immigrazione incontrollata a carico di tutto il Paese ed in particolare scaricandolo socialmente sui ceti più deboli in cambio di potere personale non è politica ma è cinismo, una strategia che a medio termine non pagherà perché farà solo danni al Paese.
Aurelio

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