Sanità varesina, «situazione tutt’altro che eccellente»
26 Gennaio 2005
Egregio direttore,
In data 24 gennaio é stata depositata la richiesta di convocazione della Commissione Consiliare Servizi Sociali, per discutere, con la convocazione del Dr. Perlasca e del Dr. Rotasperti, della situazione del Pronto Soccorso del ns. Ospedale di Circolo.
Il Comune di Varese non può restare indifferente quando il Primario del Pronto Soccorso, Dr. Perlasca, denuncia la “pesante situazione assistenziale” dovuta alla carenza di personale, alle carenze organizzative nell’attività di ricovero dovute alla mancanza di posti letto nelle unità operative, al carico di pazienti non più in urgenza che rimangono in pronto soccorso. La denuncia é sicuramente forte e chiama in causa la Direzione Generale e la Direzione Sanitaria, da cui non ha avuto risposte. La risposta arriva dalla Regione e, a favore del pronto soccorso, chiama anch’essa in causa la Direzione Generale dell’Ospedale.
Di fronte ad un palese e preoccupante contrasto fra ruoli istituzionali, contrasto che coivolge la salute pubblica, abbiamo ritenuto di dover approfondire la questione, già denunciata due anni fa da Rifondazione Comunista.
Il Dr. Perlasca richiede almeno 5 o 6 infermieri, ma abbiamo il dubbio che siano sufficienti in una struttura che accoglie fra i 200 ed i 250 pazienti nelle 24 ore e che dovrebbe contare su almeno 30 infermiere/i su tre turni. Oggi ci risultano mediamente presenti (anche il personale infermieristico, a buon diritto, si assenta per gravidanza e malattia) una quindicina di addette/i su tre turni, dei quali il maggiormente penalizzato é quello di notte. Chi lavora di notte in questa struttura essenziale e di emergenza si divide fra un’infermiera/e all’accettazione dei ricoveri, una a seguire i quattro letti della rianimazione ed una sala, la terza alla sala traumi e all’assistenza di una media di dodici ricoverati. Vengono quindi meno o sono difficili una serie di attività tipiche di un pronto soccorso, come la verifica dello stato d’urgenza ed il monitoraggio continuo dello stato del paziente per selezionare la sequenza delle attività e delle priorità o il rapporto di un infermiere ogni due pazienti nella terapia intensiva.
Non é vi quindi da stupirsi se poi avvengono fatti che rischiano di far scendere in campo i legali, problema che comincia a porsi non solo per i camici bianchi. Se é giusto, come dice il vicesindaco Puricelli, difendere la professionalità dei medici é altrettanto giusto mettere in condizione tutto il personale infermieristico di esercitare con la professionalità di cui é, per nostra fortuna, indubbiamente capace, le sue mansioni.
Non possiamo non ritornare al Consiglio Comunale aperto sulla sanità a Varese dove il Dr. Rotasperti si é pubblicamente impegnato sul terreno della qualità e non solo, che pure gli sta molto a cuore, dei risparmi economici e dei tagli, e nel corso del quale noi abbiamo rivendicato che al primo posto vi fosse il diritto alla salute e all’assistenza. La situazione del pronto Soccorso ci pare smentire le affermazioni del Direttore Generale e di questo vogliamo che il Consiglio Comunale sia informato e cosciente.
Vogliamo anche approfittare dell’occasione della Commissione per capire cosa sia accaduto o cosa sia cambiato per indurre il Dr. Rotasperti a passare dal ruolo di chi propone di chiudere l’Ospedale del Ponte, chiedendo all’Amministrazione comunale di valorizzare l’area che si libererebbe al ruolo di chi invita ad usare molta cautela nel definire la sorte dello stesso istituto, dicendosi in attesa della decisione delle istituzioni. A quali istituzioni si riferisce? Anche questo glielo chiederemo di persona.



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