Sognatore di giustizia sempre più sbiadita
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31 Agosto 2023
Caro direttore
La mia disavventura è iniziata nel febbraio di questo anno, quando recandomi al lavoro alle 6 di mattina, in un tratto di strada in quell’occasione non adeguatamente illuminato e con presenza di buchi non segnalati, purtroppo in una curva ho subito un tagliato al copertone della mia anteriore destra.
Preso da un senso civico e cercando di non intralciare il traffico pendolare ho proseguito qualche metro per trovare uno spazio al di fuori della carreggiata. Constatato il danno (fortunatamente solo al copertone) e non avendo in dotazione una ruota di scorta ho dovuto chiamare il soccorso stradale (arrivato alle 8.00). Portatomi in concessionaria come da contratto, nonostante la cortesia e disponibilità dei meccanici, ho dovuto attendere fino al primo pomeriggio per poter cambiare entrambi i copertoni (si cambiano a coppia in più ho una misura particolare).
Lavorando all’estero, purtroppo non avrebbe avuto senso affrontare il viaggio alle 15.00 per poi rientrare alle 17.30. Recatomi allora presso l’ufficio della polizia locale di Varese, con cortesia e pazienza mi è stato indicato il portale dove scaricare il modulo per la richiesta di risarcimento, che prontamente ho inoltrato sia via mail che raccomandata.
Tralascio la tempistica di evasione della pratica (30 agosto), ma sbalorditiva è stata la risposta: “Il risarcimento viene rigettato perché non si riscontra la prodotta prova, che incombe sul danneggiato, del nesso di casualità. Per tanto sopra, non si ritiene sussista, ne provata, la responsabilità del Comune di Varese”. Sinceramente ho inoltrato foto del danno, del buco (quasi voragine che poi è stata prontamente ripristinata), un’ampia veduta della zona, dell’intervento del soccorso stradale e dell’acquisto e montaggio dei due pneumatici.
Vorrei capire, il buco c’era, su territorio comunale, non vi era alcun avviso di dissesto stradale, il soccorso stradale è intervenuto, il buco è stato prontamente risistemato, ma non vi è colpa comprovata. Che strana questa giustizia terrena, spesso attaccata a cavilli legislativi, dove quando deve riscuotere è efficiente, meno nell’ammettere le proprie responsabilità. Fortunatamente non tutte le amministrazioni comunali hanno strade in queste condizioni e quelle che invece purtroppo sono nelle stesse condizioni, hanno quell’alto senso civico che le porta a risarcire quegli onesti cittadini che chiedono solo giustizia.
Mi ritengo un sognatore, dove l’amministrazione pubblica non sia solo pronta a fare cassa, ma attiva nella manutenzione del territorio e pronta ad ammettere i propri errori, ma in questo caso citando Confucio “Non ho mai conosciuto un uomo che vedendo i propri errori ne sapesse dar colpa a se stesso”. Concludo invitando tutti i cittadini che incombessero nella mia stessa disavventura a lasciare l’auto esattamente nello stesso punto del sinistro, indipendentemente se intralciasse il traffico e non muoverla fin quando la Polizia non abbia rilasciato un verbale con ammissione di colpa comunale. Sicuramente meglio una multa per intralcio alla circolazione che la negazione del risarcimento. Massimo d’Azzeglio disse “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”… ecco siamo ancora in working progress.
Lettera firmata



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