Solo noi: i maranza
16 Gennaio 2026
In data odierna è stato approvato dal Governo il Pacchetto Sicurezza con le “Norme antimaranza”. Ma chi sono questi “maranza” e perché sono cosi’ criticati?
I maranza sono ragazzini con un’età compresa fra 14 e i 20 anni. Si riconoscono per l’abbigliamento specifico, di marca, come per esempio le tute Nike o le scarpe TN. Il problema però non è il loro vestiario, ma il comportamento che attuano. L’abbigliamento da maranza è attualmente considerato fra i ragazzi un simbolo di coraggio e rispetto.
Penso che si debba fare una specificazione sulla differenza tra maranza e criminali, perché fino a qualche anno fa, essere un maranza non significava essere un delinquente. All’inizio erano in pochi e venivano disprezzati; poi, lentamente qualcosa è iniziato a cambiare: i ragazzi hanno utilizzato questo stile per affermare sé stessi, grazie all’atteggiamento sicuro sono riusciti a influenzare sempre più adolescenti. L’abbigliamento fa sentire parte del gruppo e protetti, dando potere a chi lo indossa fino, però, a fargli “montare la testa”: hanno perso il limite e si sentono al di sopra della regole e della legge. Sembra che si siano convinti di avere un potere assoluto, pensano di poter fare quello che vogliono senza subirne le conseguenze, tanto la maggior parte sono minorenni.
Ma perché si comportano in modo cosi’ aggressivo e violento? Credo che le ragioni possano essere molteplici: famiglie disfunzionali alle spalle, con forti traumi emotivi; esperienze di bullismo: è una tecnica molto comune, la vittima passa ad essere il bullo, quasi senza rendersene conto, dimenticandosi del suo passato. E ancora il comportamento da maranza potrebbe essere la conseguenza del bisogno di non sentirsi esclusi: vogliono far parte della massa perché si sentono deboli e disorientati.
Credo comunque che una spiegazione che li accomuna è la paura di affrontare la propria storia, i propri sentimenti ed emozioni. A prescindere da ogni problematica, non hanno il diritto di mettere terrore e paura alla gente comune.
Mi spiace ma credo che per me non sia una questione facilmente risolvibile. Potrebbero essere utili più pattuglie di polizia nelle zone più pericolose della città e in quelle dove i ragazzi si divertono e si incontrano. Credo anche che se questi ragazzi avessero degli adulti che li ascoltano e li aiutano a crescere forse sarebbero meno arrabbiati.
Camilla Boldi



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