Processo Lidia Macchi, colpo di scena

Il processo contro Stefano Binda inizia con un colpo di scena: la lettera inviata alla famiglia di Lidia Macchi nel 1987 e che secondo la procura generale di Milano sarebbe stata scritta dall’assassino della studentessa, non sarebbe in realtà opera dell’imputato del processo iniziato oggi a Varese in corte d’assise. Lo sostiene l’avvocato difensore dell’uomo, Patrizia Esposito, che in aula, a margine della prima udienza in corso questa questa mattina ha affermato di essere stata contattata, nei giorni scorsi, da un avvocato di Brescia il quale rappresenta un uomo che si attribuisce la paternità dello scritto. L’uomo sarà ascoltato in aula durante il processo

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.