Israele e Palestina: conoscere per giudicare

L'Associazione Italia-Israele presenta il libro di Luca Puleo "Israele-Palestina: storia, giudizi e pregiudizi"

«Queste scritte fanno capire che certi problemi non sono di sessant’anni fa, ma di oggi e di sempre» ha commentato Andrea Jarach, presidente della Federazione delle Associazioni di Amicizia Italia-Israele in merito alle scritte antisemite sui muri di Gallarate, in apertura della serata di presentazione del libro di Luca Puleo "Israele-Palestina: storia, giudizi e pregiudizi". Alla presentazione non ha voluto mancare l’assessore regionale alla Sicurezza Massimo Buscemi. "Israele è stato solo nella lotta al terrorismo fino a poco tempo fa, ma ora ci siamo uniti contro questo nemico, che è anche qui a Gallarate. I media non chiariscono il concetto che il popolo palestinese alberga il terrorismo in casa propria. Chi ha visto, come me, la scena abominevole dell’assassinio di Nick Berg, non potrà mai dimenticarla, per quanto anche le foto dei torturatori di Abu Ghraib, quattro cialtroni in uniforme, ci indignino fortemente". La giornalista Marilena Lualdi, dell’Associazione Italia-Israele Varese-Alto Milanese, ha moderato il dibattito. Andrea Jarach ha lamentato come i media italiani vedano la vicenda della Terrasanta con molto pregiudizio. Gli ebrei che si vedono nei telegiornali italiani sono ortodossi vestiti e di nero e riccioluti o soldati in uniforme armati fino ai denti, mentre la gente comune di Israele, indistinguibile da qualsiasi altro Paese occidentale, non viene mostrata mai. Dall’altra parte si mostra il bambino che tira i sassi ai carri armati senza far vedere gli adulti armati di kalashnikov ed RPG anticarro dietro di lui. "Mentre noi occidentali ci indignamo quando in guerra si uccidono donne e bambini, in Medio Oriente si gioisce quando qualcuno si fa saltare in aria in uno scuolabus; è evidente che i metri di giudizio sul valore della vita umana sono radicalmente diversi". Contro il terrorismo, ha proseguito Jarach, non si possono adottare mezze misure, con i fanatici non si può dialogare, come gli ebrei di Israele sanno sulla propria pelle da oltre un secolo. "Israele è una democrazia, tutti i suoi vicini no, hanno regimi che vanni dalla quasi-democrazia giordana al regime francamente nazista della Siria. I fondi che l’Unione Europea ha generosamente versato all’Autorità Nazionale Palestinese per l’educazione dei bambini sono stati rubati, o sono finiti in libri che educano all’odio verso gli ebrei, pieni di falsità e menzogne in malafede, con cartine della Palestina che nemmeno contemplano l’esistenza di Israele (l’illegittima "entità sionista" per i palestinesi). 
Si è parlato del muro contro le incursioni e il cecchinaggio palestinese come di un altro muro di Berlino, ma per il 90% esso è una semplice rete. A Qalqiliya, circondata dal muro, esso è stato eretto perchè i cecchini palestinesi sparavano sulle auto della vicina autostrada, che passa non nei Territori Occupati, come detto dai media italiani, ma in territorio che è israeliano fin dal 1948 (Qalqiliya è a due passi dal confine, ndr). Non dimentico quando alcuni anni fa quei cecchini uccisero una bimba di quattro anni in auto con la mamma. Quanto alle colonie, vistando la Palestina mi sono reso conto che alcuni punti sono assolutamente strategici, puoi controllare con uno sguardo lo spazio da Gaza al Libano. I palestinesi in televisione continuano a dire di voler trattare, ma è una posa; in realtà essi educano all’odio i loro figli, e bramano l’annientamento di Israele e del suo popolo. E’ soprendente come finora, in simili condizioni, la democrazia in Israele abbia retto". Dopo la passione di Jarach, editore del libro, la razionalità di Luca Puleo, il giovane ricercatore storico che lo ha scritto: "Israele-Palestina: storia, giudizi e pregiudizi per dire che di un popolo, di uno Stato, come di un individuo, si può giudicare la vita e l’operato solo se si guarda alle premesse storiche, e in profondità. In Terrasanta le radici dell’ebraismo sono millenarie, si può risalire ad una storia che va da Mosè alla Diaspora degli ebrei dopo le fallite rivolte contro Roma tra I e II secolo dell’era cristiana. La gente è poco e male informata su molte cose. Quanti sanno che non esisteva un nazionalismo palestinese, anzi non esisteva una nazione palestinese fino agli anni Sessanta? Io ho scritto un libro leale; ho le mie idee sui fatti di oggi, e sono fortemente critico verso l’attuale governo israeliano, ma quando si tratta di storia bisogna scriverla tutta, con fredda e scientifica obiettività, senza fare l’errore di giudicare i fatti del passato mirando al presente. Io critico la politica di Israele, ma non accetto assolutamente la disuguaglianza dei metri di giudizio applicati dai media alle due parti in lotta".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 maggio 2004
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