“Qui vivo”: dai bambini un esempio da seguire

Si è tenuta questa mattina la grande festa ecologica promossa da ARCI e Legambiente con le scuole del comune. Da oggi visibili lungo la strada della Valsorda le opere dei ragazzi

Un risveglio particolare quello della popolazione di Cantello, questa mattina, un risveglio scandito dal passaggio di una folla di oltre quattrocento bambini, dai tre ai quindici anni: una folla rumorosa e festante che ha attraversato l’abitato del comune esibendo grandi sagome di legno dipinte e intagliate in modo da raffigurare gli animali e le piante dei boschi.

È stato l’inizio di " Qui vivo", manifestazione ideata da Paolo Baj, anima dei circoli di Legambiente e ARCI di Cantello, e del giornale locale " we can tell", edito proprio dall’ARCI, circoli e giornale che hanno sostenuto e promosso la grande festa ecologica.

Nelle scorse settimane ai bambini sono state fornite una sessantina di sagome in legno raffiguranti la flora e la fauna della zona. I giovani, con l’aiuto dei docenti dell’istituto comprensivo di Cantello che ha sostenuto l’iniziativa, li hanno poi dipinti e portati in spalla o a braccio fino alla strada della Valsorda, all’imbocco della valle della Bevera, per l’occasione chiusa al traffico.

La Valsorda rappresenta un nodo fondamentale nelle politiche di tutela dell’ambiente nella Valceresio: la valle infatti conserva tuttora un ambiente che consente la vita di svariate specie animali e vegetali, alcune delle quali protette, e ospita i pozzi da cui viene pompata oltre la metà dell’acqua potabile necessaria al fabbisogno di Varese. Tuttavia la valle è da anni sotto assedio: quantità spropositate di spazzatura vengono gettate nel bosco ogni anno, per essere raccolte solo dagli infaticabili volontari di Legambiente, il traffico veicolare si fa sempre più intenso, e il piano cave provinciale minaccia addirittura la sopravvivenza di intere porzioni di territorio.

Da qui l’idea di sensibilizzare tutti i cittadini al problema, chiedendo ai bambini di riappropriarsi del bosco a nome di tutta la cittadinanza.

Le sagome dipinte infatti sono state disposte lungo i bordi della strada, ai margini dell’habitat dove gli stessi animali vivono e da cui lo scarso rispetto di alcuni per l’ambiente rischia di cacciarli. Così chi da oggi e per le prossime settimane attraverserà la Valsorda potrà vedere, almeno in effigie, mucche nei prati, anemoni e mughetti ai bordi della strada vicino a famiglie di ricci, poiane sui pali del telefono e trote presso i torrenti. Già perché la sfida dei promotori è questa: le sagome dei ragazzi di Cantello resteranno nel bosco, gelosamente sorvegliate da volontari, finché il clima lo permetterà, a ricordare a chiunque attraversi la valle la vitalità della natura.

Un’iniziativa inconsueta, che potrebbe fare scuola e servire da esempio anche ad altre realtà, a detta di Alberto Minazzi e Giuseppe Musolino, rispettivamente presidenti dei comitati provinciali di Legambiente e ARCI, intervenuti per spiegare ai presenti, piccoli e adulti, l’importanza di prendere coscienza del valore del territorio e dell’impegno di chi lo difende.

La manifestazione di questa mattina a Cantello ha ricevuto un’adesione massiccia e alla sua riuscita hanno collaborato attivamente il gruppo Alpini, le associazioni dei genitori, dei pescatori, la protezione civile, i modellisti, la SOMS, l’SOS di Malnate, il comune di Malnate, cui appartiene parte della valle, e l’amministrazione comunale di Cantello.

"Qui vivo" segnerà l’inizio di un percorso di educazione ambientale di grandi e piccini? Gli organizzatori se lo augurano e già ora promettono nuove iniziative per i prossimi mesi. Intanto, chi passa per Valsorda, andando in Svizzera o verso il capoluogo, ha da oggi qualcosa in più da ammirare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 maggio 2004
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