Tentato omicidio-suicidio, fuori pericolo anche l’uomo

Salvato dai medici dell'ospedale N.A., che in un raptus ha accoltellato la moglie per poi tentare il suicidio. I due stavano accudendo il nipotino di pochi mesi

Migliorano le condizioni di N.A., l’uomo che ieri pomeriggio ha accoltellato la moglie per poi cercare di togliersi la vita. Il 49enne cittadino rumeno, clandestino come la consorte, si sta riprendendo nel reparto rianimazione dell’ospedale di Busto Arsizio: i medici del noscomio bustese sono riusciti a fermare l’emorragia determinata dalla varie ferite che l’uomo si era inflitto. Appaiono invece più complesse le condizioni della moglie, J.S., 46 anni, cui sono state diagnosticate lesioni ai tendini tali da prolungare a 40 giorni la prognosi e necessitare il trasferimento nel reparto di ortopedia.

I due coniugi vivevano in affitto al primo piano della palazzina di via Baracca, 25; con loro convivono la figlia con il genero e il nipotino di pochi mesi, che i protagonisti della lite degenerata in dramma stavano accudendo. La Polizia ha raccolto la testimonianza della donna, che ha ricostruito lo svolgimento dei fatti, raccontando di aver strappato dalle mani del marito l’arma con cui è stata colpita per poi fuggire lungo le scale, come testimoniavano fin troppo chiaramente le tracce di sangue, e trovare rifugio ancora con l’arma in mano nella vicina palestra Cinque Anelli, da cui è scattato l’allarme. Frattanto l’uomo, in preda a un raptus, si barricava in casa per farla finita, ferendosi in modo grave con un’altra arma da taglio.

L’indagine è affidata al pm Giovanni Polizzi della Procura di Busto, che non si sbilancia sul capo d’imputazione. Le lesioni gravi sono certe, così come le aggravanti dell’uso dell’arma da taglio e del contesto familiare; occorrerà probabilmente una perizia medico-legale per stabilire se si possa procedere per tentato omicidio, anche se l’intenzione dell’aggressore appare chiara. A quanto riferisce il magistrato, il dramma sarebbe esploso a seguito di una banale lite coniugale: grande stupore hanno espresso la figlia e il genero dei due protagonisti della vicenda, assenti al momento del fatto di sangue, riferendo che mai in precedenza si erano avuti episodi violenti in famiglia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2006
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