«A Palazzo Marino una poltrona per difendere gli anziani»

Intervista a Elisabetta Fattuzzo. Obiettivo: portare almeno un rappresentante in consiglio comunale

elisabetta fatuzzoElisabetta Fatuzzo, avvocato, consigliere regionale, è la candidata alla poltrona di Palazzo Marino per il Partito dei pensionati. Unico rappresentante del partito in regione, la consigliera vuole conquistare un posto anche in Comune, «sola garanzia perché le istanze relative alla terza età siano davvero messe nell’agenda dell’amministrazione cittadina».

Quali sono le priorità che porterete a Palazzo Marino?
«I primi punti sono gli stessi che stanno più a cuore al Partito Pensionati, quindi il mondo della terza età: incrementare l’assistenza domiciliare, rendere più semplici le procedure per richiedere l’aiuto di una badante, istituire corsi di formazione per le assistenti domiciliari, valorizzare il volontariato, per dirne alcune. Il secondo punto è la sicurezza: a Milano ci sono molte zone degradate, quartieri con case Aler in cui gli anziani vivono praticamente segregati, periferie in mano alla criminalità. Chiediamo inoltre maggior sicurezza sul trasporto pubblico e un ampliamento delle linee e delle fasce orarie».

Quali sono stati gli errori principali della gestione di Letizia Moratti?
«L’Ecopass in primis: è assurdo far pagare una tassa per inquinare. Le malattie respiratorie sono in aumento e il problema inquinamento andrebbe affrontato in maniera più drastica, ad esempio bloccando il traffico nel weekend o rendendo completamente pedonale il centro storico. Poi sul tema sicurezza l’attuale amministrazione si è mossa sempre in ritardo. Sarebbe più serio intervenire con iniziative di prevenzione, invece di aspettare che esploda l’emergenza».

Come si concilia l’esigenza di sicurezza con l’accoglienza di nuovi cittadini?
«Accoglienza e sicurezza vanno di pari passo se ci sono serie politiche di integrazione, che passano dall’insegnamento lingua, ad esempio, e dal lavoro sicuro. Sia chiaro che l’accoglienza va intesa come rispetto da parte dei nuovi arrivati della cultura e delle tradizioni italiane. Quindi, per toccare un tema caldo, siamo contrari all’apertura di una nuova moschea in città adesso. Non lo escludiamo per il futuro, ma al momento la comunità musulmana non si è dimostrata in grado di controllare i propri membri. Prima viene la sicurezza, poi l’accoglienza, altrimenti si rischia di scatenare una guerra civile tra i nostri poveri e gli immigrati».

L’Expo 2015 è ancora un’opportunità per la città o oramai è un’occasione persa?
«Sinora l’Expo è stata gestita male e con molti ritardi. Si sarebbe dovuto mettere da parte alcuni protagonismi e lavorare più seriamente per la città. Tuttavia ritengo che possa essere ancora una grande opportunità per il rilancio di Milano e dell’hinterland. Dobbiamo solo stare attenti alle infiltrazioni della malavita, e garantire la massima trasparenza nelle procedure degli appalti. È fondamentale evitare che l’esposizione diventi solo una colata di cemento, coinvolgendo maggiormente la società civile».

Qual è il vostro obiettivo minimo per queste comunali?
«La cosa più importante è che ci siano rappresentanti diretti in consiglio comunale, cioè passare al primo turno. Faccio un esempio concreto: in consiglio regionale è stata appena approvata una legge contro la criminalità, al cui interno è contenuto un nostro progetto di legge volto a contrastare le truffe contro gli anziani. È una legge molto importante che siamo riusciti a fare approvare con un solo consigliere. Se non ci fosse stato almeno un rappresentante del Partito Pensionati, le assicuro che in Regione a nessun sarebbe venuto in mente».

(Fps per Lombardianews)

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2011
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