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Questa mattina è morta Franca, per lei mi vestirò di rosso

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29 maggio 2013

Egregio direttore,
da tempo ho perso le mie due nonne naturali e nell’ultimo quindicennio avevo adottato lei, nonna Franca, grazie alle lunghe frequentazioni della Libera Università di Alcatraz, in Umbria, dove passo lunghi periodi di soggiorno e rigenerazione. Anche venerdì pomeriggio ero seduto ai piedi di nonna Franca, mentre raccontava aneddoti antichi, ma sempre nuovi. E sempre divertenti. E’ curioso come l’immagine pubblica di una persona non abbia quasi mai a che vedere con l’immagine reale.
In verità, dell’immagine pubblica di nonna Franca condividevo tutto e nulla al tempo stesso. Condividevo tutto quello che nonna Franca diceva e faceva, ma non condividevo come tutto quello che lei dicesse e facesse venisse interpretato e strumentalizzato.
Nonna Franca, per me era una donna molto intelligente e molto divertente. La sua eccezionalità sta nell’aver fortemente voluto e saputo portare in scena se’ stessa: una donna consapevole. Consapevole dei propri pregi, ma anche dei propri difetti. Consapevole dei propri diritti e di quanto questi siano calpestati, ma anche delle proprie debolezze.

Mi ha fatto impressione, in questi mesi, come continuasse a lamentarsi: "Sono stanca…", ripeteva sottovoce e con grande pudore. Non si alzava dal letto. Dormiva e non mangiava quasi più. Eppure, ogni tanto, trovava una inaspettata voglia di alzarsi. Risaliva sul palcoscenico della sua e della nostra vita. Reinterpretava se stessa e, magicamente, come soloi più grandi attori riescono a fare, si immedesimava nella parte: la stanchezza e gli acciacchi sparivano. Parlava, discuteva, rideva con la lucidità, l’entusiasmo e il senso dell’umorismo una ventenne!

Così è stata anche tutta la scorsa settimana. Il marito Dario Fo ed il figlio Jacopo erano entusiasti e perplessi al tempo stesso: dove trovava le energie per tornare a raccontarsi e raccontare?

Questa mattina, stavo inviando un messaggio all’assistente di nonna Franca perché domani o dopodomani volevo andarla a trovare a MIlano. Nello stesso momento Chiara, l’assistente, mi ha preceduto con la notizia.

A Chiara non l’ho chiesto, ma sono convinto che nonna Franca sia morta con il sorriso sulle labbra.

Da tempo aveva espresso il desiderio che al suo funerale partecipassero tante donne, allegre e vestite di rosso. Non sono donna e non mi sono mai vestito di rosso. Ma per nonna Franca sarò allegro e mi vestirò di rosso anche io.

Roberto Marabini

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