Chiedeva il “pizzo” agli autisti a Malpensa, arrestato
Coinvolto il presidente di un consorzio del settore autonoleggio con autista
| Vuoi lavorare? Paga. Da una indagine di Guardia di finanza, polizia e magistratura, una doppia inchiesta dagli sviluppi ancora aperti. Secondo le accuse formulate dalla magistratura, il presidente della Ala, consorzio di servizio taxi con autista presente a Malpensa, pretendeva somme di denaro per far lavorare gli aderenti al sodalizio, e in caso contrario li escludeva dalle liste degli operatori chiamati per i trasporti. P.C., queste le sue iniziali, milanese di 40 anni, era però anche implicato in un giro di falsi corsi a sfondo sociale finanziati dalle Ue e dalla Regione Lombardia. L’indagine, partita dall’intuizione della polizia di Malpensa di malumori tra gli esercenti del servizio noleggio, si è poi sviluppata all’interno dell’aerostazione con intercettazioni ambientali. Grazie alle registrazioni delle conversazioni, gli inquirenti hanno scoperto che P.C. pretendeva, per ogni trasporto, somme che variavano dalle 5mila alle 15mila lire, fissando anche una percentuale del 15% per i trasporti superiori alle 300mila lire. La percentuale veniva riscossa in contanti, da un’impiegata, e riposta in una borsetta. Per dare l’idea degli incassi giornalieri di questo sistema di strozzinaggio, il pm Giuseppe Battarino ha riferito che durante le perquisizioni è stato sequestrato uno di questi "depositi di transito" contenente 50 milioni di lire. Le accuse rivolte all’uomo dal pm, che ha richiesto ai suoi danni un’ordinanza di custodia cautelare confermata dal Gip, si sono aggravate durante la verifica delle sue attività milanesi ad opera del nucleo provinciale di polizia tributaria di Milano. Ne è risultato un sistema di false fatturazioni che nascondeva finti progetti per corsi di formazione legati al trasporto passeggeri, corsi mai effettuati e per cui l’uomo ha percepito il finanziamento del Fondo Sociale Europeo erogato dalla Regione Lombardia. Oltre all’arrestato sono stati inviati 35 avvisi di garanzia ad altrettante persone, tutte posizioni da verificare: si tratta di finti "tutor", ma anche di soggetti rimasti coinvolti nel passaggio di carte contraffatte. Sarebbero invece circa una cinquantina invece gli aderenti al consorzio che erano soggetti alle attenzioni particolari del presidente Ala, alcuni di loro hanno presentato denuncia formale. Le accuse sono di estorsione, truffa aggravata ai danni di ente pubblico, falso documentale. |
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