Ercole Comerio, un giorno nel ricordo

Nel gennaio del 1944 sotto la minaccia delle armi, i nazisti strapparono dal posto di lavoro i delegati sindacali e li deportarono nel campo di concentramento di Mauthausen. Sabato 12 gennaio al Museo del Tessile la commemorazione

La memoria collettiva ha i suoi luoghi fisici. La Ercole Comerio, storica  e prestigiosa azienda metalmeccanica di Busto Arsizio, è uno di questi. A gennaio di ogni anno in quel luogo si ricorda una tragedia avvenuta nel 1944. Sotto la minaccia delle armi, i nazisti strapparono dal posto di lavoro i delegati sindacali della commissione interna e li deportarono nel campo di concentramento di Mauthausen, dove, gran parte di loro, trovò la morte dopo atroci sofferenze e torture. La colpa di quei lavoratori era di aver chiesto il rispetto dei propri diritti. Avevano organizzato degli scioperi per rivendicare un salario dignitoso, migliori condizioni di lavoro e per opporsi alla produzione bellica. Una scelta etica, pagata con il sacrificio della vita. (sopra: disinfestazione a Mauthausen)

mautausen.gif (47958 byte)Quest’anno cade il 58° anniversario. La commemorazione si terrà sabato 12 gennaio alle ore 17 e 30 presso la sala del Museo del Tessile di Busto Arsizio. La partecipazione è aperta a tutti, sarà presente anche una delegazione della Cgil, dell’Anpi e dell’associazione Alfredo di Dio.
«Anche grazie al sacrificio di quei lavoratori – dice Umberto Colombo, segretario della Camera del Lavoro  di Busto Arsizio – abbiamo conquistato i valori della pace, della democrazia e della libertà, della solidarietà e dei diritti.  È importante non dimenticarlo soprattutto in un momento come quello attuale, dove c’è un attacco a tutto campo ai diritti sindacali, a partire dalla messa in discussione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Abolire l’articolo che difende i lavoratori dai licenziamenti ingiusti e senza giustificato motivo, attacco che indirettamente vuole colpire anche il diritto di sciopero».
(sopra: deportati nelle baracche del lager)
Natale Pargoletti è un dipedente della Ercole Comerio, lavora come impiegato negli uffici che si occupano della documentazione dei manuali tecnici ed è  membro del comitato organizzatore della commemorazione da molti anni. «È importante, se si vuole trasmettere un messaggio incisivo che abbia un senso per un giovane di oggi, lasciare da parte i toni retorici. Razionalizzare il passato e trarre spunti di riflessione sulla nostra attualità è la direzione nuova da prendere. Non nego che con gli anni la partecipazione, il sentimento e anche la sensibilizzazione su questi temi è andata scemando. Vuoi per il tempo che passa, vuoi il fatto che molti dei famigliari a distanza di sessant’anni sono venuti meno. Ciononostante bisogna continuare a ricordare, a mantenere vivo quel ricordo nelle nuove generazioni. Per quelli della mia generazione, cresciuti in famiglie dove i valori della Resistenza erano vissuti in prima persona, mio padre è stato infatti partigiano, tutto era più semplice e anche facile da capire. Non è una colpa dei giovani d’oggi, occorre stimolarli maggiormente e coinvolgerli nelle forme più adeguate».

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Pubblicato il 11 Gennaio 2002
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