Dipendenti comunali ancora sul piede di guerra
Scioperano i dipendenti comunali fra venerdì e sabato. Possibili i disagi nei servizi comunali e nelle scuole materne e asili nido della città
| Nessun passo in avanti nelle trattative fra i dipendenti comunali e i rappresentanti dell’amministrazione. Così i servizi della macchina comunale ritornano a fermarsi per due giorni. Scendono ancora in piazza infatti i dipendenti comunali e il personale delle scuole materne e degli asili nido di Busto Arsizio. Lo sciopero indetto dalle rappresentanze sindacali unitarie è previsto per venerdì e sabato, giorni in cui in alcune fasce orario potranno registrarsi disservizi negli uffici comunali per l’assenza del personale, che si riunirà invece in un presidio davanti al Municipio venerdì 17 per tutta la mattina. In particolare le astensioni del lavoro sono state così programmate: venerdì nelle prime tre ore dei turni che iniziano alle 7.30 e 8.30 e nelle ultime tre dei turni con inizio alle 10.00 e alle 11.30 si asterrà dal lavoro il personale delle scuole materne e degli asili nidi; sempre venerdì nelle ultime tre ore di ogni turno è previsto lo sciopero di tutti gli uffici del Palazzo Municipale, solo per i servizi demografici l’agitazione è prevista per sabato dalle 11 alle 14.
«Le richieste dei lavoratori – denunciano i Cobas in un comunicato – sono state ancora disattese e i rappresentanti dell’amministrazione intendono concludere un accordo decentrato senza tenere conto dei contratti nazionali già sottoscritti e degli accordi di miglior favore già in essere dal giugno 2000». Ancora una volta quindi sono i contratti al centro dell’agitazione dei sindacati che si soffermano ad elencare ancora una volta i principali motivi di disaccordo con l’amministrazione comunale. L’amministrazione non parla ancora di piano triennale delle assunzioni, ma in compenso pretende dalle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) di sottoscrivere progetti che richiedono straordinari e compensi aggiuntivi solo per alcune categorie di dipendenti e o addirittura "per alcuni prescelti dai dirigenti". Questa è la prima motivazione all’inizio di un lungo elenco che vede ancora fra le ragioni della protesta le mancate progressioni economiche e di carriera, con la conseguente disapplicazione, secondo i sindacati del contratto nazionale. E ancora ci sono un aumento troppo basso (del 5%) dei compenso diretti a incentivare la produttività, i problemi delle scuole materne e degli asili nido, la mancanza di indennità di disagio e front office, per coloro cioè che lavorano a contatto con il pubblico e infine l’utilizzo del lavoro straordinario nella programmazione ordinaria del tempo di lavoro, che costringe parecchi dipendenti a turni superiori a 180 ore. |
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su Sprangate e bottigliate in zona piazza Risorgimento a Gallarate, la Questura chiude il minimarket per sette giorni
lenny54 su È il 44enne Mirko Bertellini l'uomo arrestato con l'accusa di aver ucciso Federico Venco
lenny54 su Insulti al sindaco Galimberti, vandalizzata a Varese la piscina Copelli
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su È Federico Venco il motociclista gentile vittima dell’omicidio di Somma Lombardo
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.