Produciamo troppi rifiuti, impianti al collasso
L'assessore Brovelli: «Tra quattro anni sarà raggiunto il livello di saturazione per la discarica di Cerro Maggiore». Migliora la differenziata
| I dati raccolti nella relazione annuale sui rifiuti proposta dalla Provincia parlano chiaro: se da un lato aumenta il senso civico delle persone, con un incremento della raccolta differenziata, dall’altro sale anche la produzione pro capite di spazzatura. Lo ha affermato nel corso della conferenza stampa tenutasi a Villa Recalcati nella giornata di oggi l’assessore delegato Alvise Brovelli. A partire dal 1996 e fino al 2001 la produzione totale dei rifiuti è incrementata di circa 77.033 tonnellate annue, di fronte ad un incremento della popolazione dell’1,5% per lo stesso periodo. Tradotto in termini di produzione pro capite, si è passato da 1,19 chilogrammi al giorno agli attuali 1,36. «Andando di questo passo – ha commentato l’assessore – il miglioramento che in questi anni si è notato per quanto riguarda la raccolta differenziata rischia di venir vanificato dall’incremento della produzione di rifiuti». Al fine di porre rimedio a questo fenomeno, resta prioritario l’impegno delle amministrazioni locali nel puntare sulla differenziazione della raccolta e in special modo sulla frazione umida del sacco nero, anche a fronte della nuova entrata in funzione dell’impianto di compostaggio di Gemonio, ancora in fase di collaudo ma presto attivo. Tra i dati commentati anche gli "indici di efficienza" di ciascuna amministrazione locale, valore che sta ad indicare il livello di efficienza nella gestione dei rifiuti. Una sorta di rapporto tra la qualità del servizio e i costi della gestione, che pongono Cassano Magnago al primo posto della classifica provinciale, bocciando Gallarate, alla penultima posizione, prima di Bedero Valcuvia. L’accento della politica provinciale in materia di rifiuti ha riguardato anche l’allocazione geografica degli impianti. Il problema principale è costituito dal nord della provincia che con il solo impianto di compostaggio non ha un’autonomia in tema di rifiuti: manca l’inceneritore di Varese e che serva l’intero bacino dell’Alto Varesotto e all’hinterland del capoluogo. Nonostante l’inceneritore di Busto Arsizio e la discarica di Cerro Maggiore, tuttavia, anche il sud della provincia ha problemi. «Entro 3-4 anni – ha concluso Brovelli – si raggiungerà il limite di saturazione per l’impianto di Cerro Maggiore. Occorrerà nuovo spazio, ma soprattutto affrontare la questione inceneritore per Varese, inteso anche come "termovalorizzatore". Sulla falsariga dell’esperienza che stanno vivendo Brescia e numerose città europee, è opportuno andare verso la produzione di energia termica e puntare sul teleriscaldamento». |
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