Il miglior progetto possibile? Non per i commercianti

Recupero dell'ex vetreria: si fa il punto sul progetto mentre si allarga il fronte del no

Dopo tre anni anni di ricerche e incontri con la nuova proprietà dell’ex vetreria Avir questa sera, in consiglio comunale, si arriva a fare il punto della situazione sul progetto di recupero della storica area industriale, presentato alla cittadinanza lo scorso sette giugno. Il risultato dei confronti fra l’amministrazione comunale con le sue richieste a beneficio di Sesto Calende e le esigenze del Gruppo Aba, immobiliare monzese che si è anche occupata del recupero dei Molini Marzoli di Busto Arsizio, sarà esaminato dall’assemblea consiliare. «Il recupero dell’ex vetreria migliorerà l’immagine e la vita di Sesto – si legge in una nota – e la sua riuscita costituirà un progresso dal punto di vista ambientale, sociale ed economico». Almeno nove sono per la maggioranza le "buone ragioni"  che ne fanno un buon progetto. In alto, nella lista c’è la risoluzione del problema del traffico sul Sempione. La bonifica del suolo, la creazione di aree verdi e destinate al pubblico, una superficie costruita che passa dai 17mila metri quadrati a 10mila e ancora le rotatorie sul sempione, sottopassaggi, strade, piazza e parcheggi, a carico della società il cui valore è circa 5 milioni di euro. Insomma per l’amministrazione comunale è quanto di meglio si potesse trattare in questi anni e che si concretizza in un 44% destinati al terziario (commercio e servizi), 12% al settore alberghiero e 44% al residenziale. 
Ma se fino a qualche mese fa il recupero dell’ex Avir con l’introduzione di nuove strutture commerciali preoccupava solo il Gruppo dei Commercianti e Artigiani di Sesto Calende, ora il fronte del no  pare proprio essersi allargato agli ambientalisti, ad alcune associazioni e al Comitato salute attivo nel comune. «È un cubo di cemento, un mostro dal punto di vista estetico urbanistico» dice infatti Daniele Cristina, il presidente dei commercianti e artigiani sestesi. Con la nuova area commerciale la superficie di vendita sestese raddoppia, e inserisce nel tessuto cittadino un nuovo supermercato di 1500 metri quadrati. «Si scatenerà così una guerra con le grandi strutture limitrofe, penso a Castelletto, che ammazzeranno la concorrenza – continua Cristina – è ovvio che non si può ricorrere al protezionismo, ma questa è una concorrenza sleale». Sleale perché, per l’Associazione, il piano del traffico è stato studiato dalla stessa Aba e a vantaggio della nuova struttura commerciale. «Che per giunta non risolve il problema del traffico anche a detta degli ambientalisti». Per questo Il Gruppo commercianti e artigiani ha avanzato all’amministrazione la richiesta di una Valutazione di impatto strategico «fatta da terzi e non dal Gruppo Aba che finora ha realizzato tutti gli studi di fattibilità, ma questa richiesta però è caduta nel vuoto».


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Pubblicato il 25 Giugno 2002
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