Le lettere di Biagi: «una torbida vicenda, ci vogliono isolare»

La segretaria generale della CGIL Lombardia Susanna Camusso

«La nostra organizzazione viene in queste ore sottoposta ad un attacco straordinario: non è possibile vedere Cofferati venir equiparato ad un assassino»  E ancora «la CGIL è un’organizzazione schierata da sempre contro il terrorismo, pacifica, e che ha dato modo di constatare come ad una fortissima capacità di mobilitazione corrisponda anche una grande responsabilità: siamo una forza tranquilla che vuole battere il suo avversario con un sorriso».

E’ indignata Susanna Camusso, segretaria generale della CGIL Lombardia intervenuta all’inaugurazione della nuova sede della CGIL di Besozzo. E oltre alle parole di rito per l’evento non si è potuta esimere dall’offrire un commento quasi a caldo sulla vicenda della cinque lettere pubblicate oggi dal quotidiano La Repubblica e firmate dal consulente del lavoro Marco Biagi assassinato nel marzo scorso. Nelle lettere si legge, oltre che la supplica alle istituzioni di venir protetto da una scorta, anche la preoccupazione il fatto che i suoi “avversari”, Cofferati citato ad esempio, lo “criminalizzano”.

«Credo che non si possa sottovalutare la torpidità di questa notizia – ha affermato la Camusso. La lettera in cui Cofferati viene citato risale al luglio scorso, mesi prima della pubblicazione del Libro bianco di Maroni. Inoltre le lettere non corrispondono a quelle in possesso alla Procura di Bologna. Si tratta di una vicenda fatta per isolare il sindacato, attorno al quale dobbiamo stringerci. In queste ore verrà presentato al governo un esposto per far chiarezza sulle responsabilità di questo gravissimo atto». 

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Pubblicato il 28 Giugno 2002
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