Frontalieri, Giorgetti firma il decreto sui contributi ai Comuni di confine

Il provvedimento definisce il sostegno statale previsto dal nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera. Nella platea anche i territori compresi entro 20 chilometri dal confine, con novità che riguardano direttamente la provincia di Varese

giancarlo giorgetti

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha firmato nel pomeriggio di oggi, 17 settembre, il decreto ministeriale che determina il contributo statale destinato ai Comuni italiani di frontiera. Lo ha comunicato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, precisando che il provvedimento si inserisce nel nuovo quadro definito dall’Accordo tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei lavoratori frontalieri.

Il decreto riguarda le risorse del Fondo per lo sviluppo economico dei territori di confine e interessa i Comuni il cui territorio ricade, totalmente o parzialmente, nella fascia di 20 chilometri dal confine con la Svizzera, in relazione ai Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese.

Si tratta di un tassello importante nell’applicazione dell’accordo firmato tra Italia e Svizzera il 23 dicembre 2020, ratificato dall’Italia con la legge 83 del 2023 ed entrato in vigore il 17 luglio dello stesso anno. L’intesa ha ridisegnato non soltanto la disciplina fiscale dei lavoratori frontalieri, ma anche il sistema attraverso il quale vengono garantite risorse ai territori italiani maggiormente interessati dal fenomeno.

Dal sistema dei ristorni al contributo statale

Per decenni uno dei pilastri dei rapporti finanziari tra Italia e Svizzera è stato rappresentato dai cosiddetti “ristorni”, vale a dire la compensazione finanziaria versata dai Cantoni svizzeri ai territori italiani di residenza dei frontalieri. Il vecchio meccanismo era collegato all’accordo del 1974 e prevedeva una ripartizione annuale delle somme provenienti da Ticino, Grigioni e Vallese a favore dei Comuni italiani interessati. Ancora per gli anni fiscali 2022 e 2023 il Ministero dell’Economia ha disciplinato la ripartizione di queste compensazioni secondo il regime transitorio previsto dalla nuova normativa.

Con il nuovo accordo il quadro cambia progressivamente. La legge di ratifica del 2023 ha infatti previsto un contributo statale per i Comuni frontalieri e l’istituzione di un apposito fondo presso il Ministero dell’Economia. È proprio alla concreta applicazione di questo sistema che è destinato il decreto firmato da Giorgetti.

Già nel memorandum sottoscritto alla fine del 2020 tra Governo, sindacati e rappresentanti dei Comuni di frontiera era stato assunto l’impegno a garantire strutturalmente risorse ai territori interessati dal frontalierato, prendendo come riferimento una dotazione che allora valeva circa 90 milioni di euro annui, oltre alla possibilità di finanziare interventi di sviluppo economico e sociale.

La questione dei Comuni esclusi dai vecchi elenchi

Uno dei punti più delicati emersi negli ultimi anni riguarda la definizione stessa di “Comune di frontiera”. Il precedente accordo del 1974 non conteneva infatti un elenco italiano fondato rigidamente sulla distanza geografica dal confine. L’applicazione del sistema era avvenuta sulla base degli elenchi utilizzati dai tre Cantoni svizzeri.

La nuova disciplina ha invece adottato il criterio della fascia dei 20 chilometri. La ricognizione effettuata dalle autorità italiane ha fatto emergere 72 Comuni che rientravano geograficamente in questa fascia ma che non erano compresi nei vecchi elenchi cantonali.

La questione tocca direttamente anche la provincia di Varese. Tra i Comuni inseriti successivamente nella platea figurano infatti Brebbia, Gerenzano, Saronno e Vergiate, indicati espressamente nell’allegato alla normativa approvata nel 2024.

La legge di bilancio successiva ha stabilito che, a partire dall’istituzione del fondo nel 2025, una quota del contributo statale spetti anche a questi Comuni, demandando proprio al decreto ministeriale la definizione dei criteri di calcolo. È questo uno degli aspetti che rende il provvedimento particolarmente rilevante per il Varesotto: accanto ai Comuni storicamente destinatari dei ristorni entra infatti nel sistema di finanziamento anche una platea di enti che, pur trovandosi entro la distanza stabilita dal nuovo accordo, in passato non partecipava alla distribuzione delle compensazioni svizzere.

Il comunicato diffuso dal Ministero non indica per il momento l’ammontare destinato ai singoli enti. Il decreto rappresenta però il passaggio necessario per tradurre in trasferimenti concreti il nuovo sistema previsto dalla legge e per accompagnare la transizione dal meccanismo storico dei ristorni alla nuova struttura di finanziamento statale dei territori di confine.

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Pubblicato il 17 Settembre 2026
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