Un banco per ogni studente, il sogno del “Falcone”
Iniziano le lezioni: salti mortali per trovare gli spazi. Il caso della scuola tecnica più affollata della Provincia
Lo slogan avrebbe dovuto essere ‘un computer per ogni studente’, ma qualcosa, quattro anni fa, andò storto. Qualcuno fece male i calcoli, gli studenti si iscrissero in massa, attratti dalla grafica pubblicitaria, dal turismo, rami innovativi in una provincia ferma alla tradizione meccanica, plastica e aeronautica. Le aule sparirono all’improvviso, travolte dall’afflusso di ragazzi. Così l’obiettivo cambiò. Bisognava trovare un banco per ogni studente, garantire i laboratori grafici per tutti, dotare gli studenti del turistico di cucine per le esercitazioni. Per l’istituto Giovanni Falcone e per i suoi 1324 studenti (insieme all’Itc Tosi di Busto Arsizio la scuola più grande della provincia) si apre un altro anno scolastico all’insegna delle difficoltà. Una struttura spezzatino, divisa in quattro sedi, con gli indirizzi e gli uffici dislocati dove è possibile, e un edificio, oggi vuoto, in completa ristrutturazione, che dovrebbe essere pronto a gennaio. Avranno una sedia e un banco i ragazzi? Più o meno. Proviamo a essere più precisi. In via Pietro da Gallarate ci sono presidenza e uffici, molto piccoli e di difficile utilizzo e dieci aule per undici classi che imporranno la rotazione. In via De Albertis 29 classi dovranno utilizzare 27 aule, anche qui a rotazione. Continua la convivenza con l’Itc Gadda, che lo scorso anno aveva provocato polemiche tra le due scuole. In via Checchi e via Forni vi sono invece 16 classi per 13 aule, una situazione anche in questo caso al limite dell’emergenza. Si spera nella fine dei lavori in via Rusnati. L’edificio scolastico è oggi occupato da muratori e operai. A gennaio, come si diceva, dovrebbero uscire 24 classi tirate a lucido. La presidenza a quel punto potrebbe fare le valigie e andare in via De Albertis. Riepilogando: 56 classi per 1324 studenti, dislocati in quattro sedi fisiche che presto diventeranno cinque, quattro indirizzi, qualche aula che manca all’appello. Un bel rompicapo, ma due anni fa era peggio. Studenti e professori erano esasperati, Comune e Provincia costretti a incontrarsi per trovare una soluzione. «Sono state rispettate le programmazioni – spiega il dirigente scolastico Claudio Merletti – e la situazione è diventata maggiormente governabile». La collaborazione con la Provincia ha funzionato e ancora in questi giorni si incontreranno allo stesso tavolo il presidente Reguzzoni, il preside Merletti e il dirigente dell’Itc Gadda Campolo. Ma i problemi non si fermano mai. Ultima emergenza da affrontare la presenza di 46 ragazzi disabili a cui assicurare un anno scolastico al meglio. |
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