Dissidi in Forza Italia, consigliere lascia il gruppo

Marco Ferro resta però nella maggioranza aderendo al gruppo misto. Sempre più confusa la geografia politica della città

Forza Italia perde un consigliere comunale. Marco Ferro, esponente del partito proveniente dal club Malpensa, ha ieri sera annunciato di non condividere più la politica del suo movimento, ma di voler restare comunque nella maggioranza. Ferro (nella foto) ha giustificato la sua decisione con il mancato rispetto del principio di sussidiarietà all’interno dei forzisti. Consigliere pressoché muto durante questo anno e mezzo di amministrazione, si è distinto per una sola iniziativa, la creazione di asilo aziendale all’aeroporto di Malpensa. 
«Gli attuali equilibri politici non mi permettono di aderire ad un altro gruppo della maggioranza – ha dichiarato – anche se il partito che più si avvicina ai miei ideali, in questo momento, è la Lega Nord».
Ferro avrebbe dunque voluto entrare nel gruppo leghista, ma Forza Italia ha puntato i piedi. Il vero motivo per cui Ferro ha lasciato il partito di Berlusconi è tuttavia sconosciuto, e non è stato spiegato da nessuno. Il breve discorso è stato scritto a quattro mani con il capogruppo padano Roberto Borgo. Il numero uno di Forza Italia Roberto Bosco era al corrente della decisione del consigliere anche se fino a pochi minuti prima della seduta era convinto che avrebbe cambiato idea.
Con questa decisione prosegue il rimescolamento tra i consiglieri di maggioranza. Forza Italia rimane con 12 consiglieri su 30. An 2, uno il Cdu, La Lega Nord ne mantiene 3, di cui uno presidente del consiglio. Il dimissionario Luciano Mazzone, uscito probabilmente per contrasti interni, è stato sostituito proprio ieri sera da Stefano Gualandris. 
I nuovi equilibri confermano soprattutto una certa ambiguità per la posizione della lista Buffoni e del gruppo misto, seduti tra i banchi dell’opposizione, ma berlusconiani. 
Giuseppe Lozito e Marco Ferro faranno dunque parte del nuovo gruppo misto. Il primo proviene dal gruppo di Andrea Buffoni, si considera vicino al centrodestra ma non ha mai trovato l’assenso della maggioranza per entrarvi organicamente. Pratica una sorta di "strategia dell’attenzione", cercando di trovare punti di intesa con la Cdl. Del suo nuovo compagno di viaggio, Marco Ferro, si è già detto. Voterà sempre con la Cdl, almeno questo è l’accordo che ha raggiunto per una sua uscita da Forza Italia, diciamo così, indolore. 
La lista Andrea Buffoni, due consiglieri, rimane all’opposizione, anche se Antonio Giollo ha una sorta di intesa con Lozito per votare punti comuni. Andrea Buffoni si configura quindi come una sorta di battitore libero: un po’ a destra, un po’ a sinistra.
In tutto questo calderone non ne guadagna la chiarezza. La giunta della casa delle libertà ha comunque la forza dei numeri dalla sua. Le tensioni covano sotto la cenere, ma la compattezza dell’esecutivo non è stato mai stata messa in discussione. L’uscita di Ferro si può anche leggere con la forza organizzativa che la segreteria cittadina esprime. Tra i corridoi del consiglio comunale circola un motto ripetuto a mezza voce un po’ da tutti: non si muove foglia che la segreteria non voglia. Chi non è d’accordo esce dal gruppo.
E l’opposizione di centrosinistra? Debole e in grave crisi di strategie.



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Pubblicato il 22 Ottobre 2002
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