Mizar, operai ancora in sciopero

Continua l’agitazione alla Mizar, mentre i consiglieri dell’opposizione propongono un fondo per risolvere i problemi occupazionali

Continua lo sciopero alla Mizar, lo stabilimento tessile di Busto Arsizio. Questa settimana sono otto le ore di sciopero programmate dalle rappresentanze sindacali unitarie. Di novità positive purtroppo non ce ne sono state e le uniche notizie dal gruppo bergamasco che possiede la ditta bustese sono contenute in una lettera di richiamo inviata nei giorni scorsi a Laila Contarin, la dipendente trasferita a Bergamo suo malgrado e nonostante gli accordi sindacali sugli esuberi, raggiunti nel luglio scorso dicevano tutt’altro. 
Nessun incontro e nessun passo in avanti verso una soluzione del problema che settimane fa ha innescato la miccia della Mizar, quando appunto per la dipendente è stato deciso il trasferimento a Bergamo. Una decisione presa senza il rispetto degli accordi e al quale tutti gli operai hanno risposto con la mobilitazione, astenendosi dal lavoro. Scioperi, presidi e anche un viaggio a Bergamo dove ha sede il gruppo Sitip per trattare una soluzione. In quell’occasione l’azienda si era detta disponibile ad un incontro ad una condizione: la fine degli scioperi. Una richiesta alla quale i sindacati e le rsu hanno opposto un no e un calendario ancora fitto di scioperi. A sollecitare un nuovo incontro con l’azienda è stata oggi la stessa Contarin, che nella raccomandata di risposta ai dirigenti ha nuovamente spiegato la sua impossibilità a trasferirsi. Nello stesso tempo ha chiesto un nuovo incontro alla presenza di organizzazioni sindacali e rsu.
Sulla Mizar nel frattempo c’è stato l’interessamento del sindaco di Busto Arsizio Luigi Rosa per favorire un incontro fra le parti e una medesima sollecitazione è stata indirizzata alla prefettura nei giorni scorsi. Ma nel trambusto della precaria situazione occupazionale denunciata dagli operai dello stabilimento tessile , non manca neppure il susseguirsi di voci incontrollate come la richiesta di trasferimento per almeno sessanta operai. Ma oggi Pietro Apadula della Femca Cisl ha smentito l’esistenza di questo piano di riorganizzazione.
E mentre in corso Sempione, dove si trova l’azienda tessile, continua l’agitazione, i consiglieri comunali di Rifondazione Comunista hanno presentato in comune una risoluzione che chiede all’amministrazione comunale l’istituzione di un fondo per risolvere i problemi occupazionali del territorio. La proposta in questione è stata firmata anche dagli altri gruppi di minoranza: dalla Margherita e dall’Unione dei progressisti. "In tutti i programmi elettorali spiccava fra gli obiettivi quello di risolvere il problema occupazionale e tutelare il territorio – spiega il capogruppo del Prc Antonio Corrado – con questa proposta chiediamo al Sindaco e alla giunta di trovare una soluzione non solo per la Mizar ma per tutte le realtà precarie del territorio".

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Pubblicato il 15 Ottobre 2002
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