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Un tavolo discussione a tre gambe tra dirigenza Ospedaliera, amministrazione tradatese e saronnese, nonché la volontà da parte del sindaco Pierluigi Gilli di costituire anche a Saronno una commissione sanità ospedaliera. È quanto è emerso ieri sera, mercoledì 13 novembre, in Municipio durante la terza seduta della commissione sanità ospedaliera voluta dal sindaco di Tradate Stefano Candiani e alla quale hanno partecipato, oltre ai sindacati, anche il sindaco di Saronno, l’assessore saronnese ai servizi sociali Luciano Cairati e le rappresentanze sindacali dei due ospedali. Oltre tre ore di discussione che hanno sottolineato la volontà comune delle due amministrazioni di riprendere il contatto con la realtà ospedaliera. Ma non solo, entrambi i sindaci hanno ribadito l’importanza di mantenere i contatti per creare un forte Asse della varesina. Durante la serata, molti gli argomenti affrontati. Il presidente della commissione, primario al Galmarini, Cesare Crespi ha sottolineato come si debba «riprendere un miglior contatto con la sanità locale». «Con questa commissione vogliamo stimolare la dirigenza dell’ospedale a non dimenticare i nostri ospedali – ha spiegato Candiani – non dobbiamo subire passivamente una razionalizzazione che penalizzi le due strutture». Le rappresentanze sindacali presenti hanno quindi sottolineato che «alcuni investimenti nelle strutture sono stati fatti, ma è la professionalità che sta venendo a mancare, tutto viene concentrato sul presidio di Busto Arsizio, considerato più importante». Le rappresentanze sindacali hanno quindi chiesto un aiuto alle amministrazioni per non far scappare il personale nelle strutture private. Aiuti che si potrebbero concretizzare, ad esempio, in contributi per gli affitti.
Tutti i presenti si sono trovati d’accordo nel dire che Tradate e Saronno hanno una grossa importanza geografica soprattutto perché hanno un bacino di utenza che copre anche gran parte della bassa comasca, completamente sguarnita di ospedali. «È normale che gran parte degli investimenti vadano a Busto Arsizio – ha spiegato Cairati di Saronno – Era un presidio vecchio. Non capisco però perché ogni volta che si deve ottimizzare qualche cosa siano quelli di Tradate e Saronno a dover andare a Busto e non il contrario. Bisogna dare a tutti gli ospedali la possibilità di specializzarsi in qualcosa, solo così si può crescere». Tutte queste linee guida saranno inserite in un documento che, prima, sarà compilato dalla commissione tradatese e, nei prossimi mesi, anche da una futura commissione ospedaliera saronnese. «Abbiamo un regolamento diverso, ma vedremo come fare – ha spiegato il sindaco di Saronno Gilli – A tempi brevi dovremmo riuscire a costituire un “tavolo a tre gambe” tra amministrazione ospedaliera e noi sindaci di Tradate e Saronno, in cui parlare in maniera più chiara e fuori dai denti. Negli ultimi anni ho avuto l’impressione che sì siano stati fatti degli investimenti, ma sporadici e non meditati, oppure fatti tanto per far vedere che viene fatto qualche cosa. Quello che vorremmo capire bene, quindi, a livello di Azienda, è sul fatturato cosa contano i nostri due ospedali. Se insieme, come pensiamo, riescono ad avere più clienti di Busto, allora hanno un grosso peso, anche decisionale». Intanto per dicembre è in programma la visita dei due ospedali con il coinvolgimento anche delle altre amministrazioni e a breve la commissione tradatese giungerà alla stesura di un documento da presentare alla dirigenza ospedaliera.
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