Cocquio, bambini sotto osservazione

Cocquio Trevisago – I vertici dell’Asl rassicurano la popolazione. Non serve vaccino, ma un monitoraggio della situazione. Presto un tampone sugli alunni delle elementari e dell’asilo

Non c’è un nesso tra la morte di Paolo, 4 anni, deceduto due sabati fa e la bambina ancora grave all’ospedale di Circolo. Non c’è traccia di meningococco nel corpo del piccolo, e le ultime analisi operate sulla bambina di sette mesi ricoverata a Varese parlano di un’infezione da meningococco “B”, per il quale non vi è vaccino, ma solo una profilassi a base di antibiotici. La bambina sta rispondendo bene alla terapia antibiotica e presto, per uno scrupolo addirittura al di fuori delle linee guida dell’Asl, verrà effettuato un tampone sui bambini delle scuole elementari e materne del paese, per un monitoraggio completo.

Un paese in ansia per la misteriosa morte di un bambino e le febbri di una piccola di sette mesi ha ascoltato in silenzio le parole dei vertici dell’ASL di Varese che nel pomeriggio di oggi, 5 gennaio, hanno partecipato all’incontro esplicativo con la cittadinanza per fare chiarezza sulle vicende che hanno messo in subbuglio un paese di 4.500 abitanti e ne hanno allarmati altrettanti nell’intero comprensorio.
«Non stiamo “indorando la pillola”, quando diciamo di aver preso tutte le misure necessarie del caso nella gestione della situazione – ha affermato il responsabile sanitario dell’Asl di Varese Fabio Banfi – ma è la pura verità. Dopo la lettura delle analisi provenienti dall’ospedale di Circolo siamo sicuri che a togliere la vita al piccolo Paolo non è stata la meningite, e neppure un’infezione dovuta a meningococco». E’ questa l’unica nota che non quadra in tutta la vicenda, come hanno sottolineato in molti, tra il pubblico: il fatto di non sapere quale sia l’agente patogeno che ha provocato la morte del bimbo è l’unico fattore che destabilizza i genitori di Cocquio. Molte persone hanno storto il naso anche alla notizia del ceppo “B” del meningococco trovato nella bimba, per cui non è possibile una vaccinazione come quella effettuata nel Magentino, dove però il ceppo isolato era il “C”. «Come comportarsi?», «Cosa fare, allora?». Alle domande, scontate ma efficaci, ha dato risposta il direttore generale dell’Asl, il dottor Zeli: «Dopo la prima fase, in cui abbiamo preso le misure più efficaci per sottoporre a profilassi i soggetti a rischio, ora che siamo a conoscenza di più elementi ( quindi dell’inefficacia di una vaccinazione) abbiamo optato per un monitoraggio più ampio della situazione. Nei prossimi giorni sia i bambini delle scuole elementari che quelli delle materne verranno sottoposti a tampone. Si tratta di un esame che permetterà di monitorare il numero di portatori sani. Per il resto la vita deve continuare normalmente. A chi ci chiede se far andare i bambini a scuola, rispondiamo di stare tranquilli: la scuola, come tutti gli altri luoghi come palestre, piscine o locali pubblici, sono sicuri».

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Pubblicato il 05 Febbraio 2003
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