Difendere i piccoli negozi dal rischio estinzione
Gallarate – La Confesercenti ribadisce il suo no a nuovi spazi commerciali e propone un tavolo con i sindaci del Sempione
La Confesercenti continua a sostenere con forza la propria contrarietà all’espansione selvaggia della grande distribuzione in città. A ribadire questa posizione è Gianni Lucchina, direttore generale dell’associazione: «Sta sorgendo una città di super e iper mercati, bisogna fermare l’apertura di nuove aree commerciale ( anche lungo la statale 336) e bloccare subito la variante al piano regolatore».
In un’area già affollata tra il 2000 e il 2002, le conferenze di servizi hanno approvato altri insediamenti in provincia di Varese per un totale di superficie di vendite pari a 27.284 mq ( Gallarate, Solbiate Olona ). E tutto questo in un territorio già coperto da oltre il 65% della rete distributiva.
«Occorre un cambio di rotta – sottolinea Lucchina – ma non per questo vogliamo intraprendere guerre di religione. Anzi confermo oggi che abbiamo organizzato un incontro pubblico per il 31 marzo presso Malpensafiere che ha come tema il futuro del commercio».
La Confesercenti quindi si fa promotrice del dialogo e metterà a sedere intorno a un tavolo il presidente della provincia Reguzzoni, Il sindaco Mucci e i primi cittadini di Busto e Castellanza Luigi Rosa e Livio Frigoli, per dibattere un problema che supera i confini comunali. In tale direzione si muove anche la richiesta dello stesso Lucchina di dare più potere alla provincia in un’ottica sovracomunale durante le Conferenze di Servizi, per evitare che le proposte di un comune ( per incrementare strutture di vendita) ottengano l’autorizzazione grazie al solo voto favorevole della Regione. «La situazione attuale di Gallarate è figlia di una scelta politica precisa dell’amministrazione, ma dal nostro punto di vista abbiamo apprezzato sia la presa di posizione contraria della stessa Lega e del centrosinistra, sia comunque la voglia di confrontarsi dei sindaci Mucci e Rosa» precisa il direttore generale.
Grazie alla Legge Bersani di fatto oramai la parola spetta ai comuni, resta da capire quale strada gli amministratori intendano seguire, dare spazio alla grande distribuzione o rilanciare e valorizzare i centri storici. «Noi poniamo inoltre l’attenzione su due questioni, la prima è che queste grandi scatole di cemento stanno diventando nuovi punti di aggregazione desertificando i centri cittadini, per il cui recupero sono state investite risorse che ora rischiano di essere gettate al vento. La seconda questione più generale riguarda la crisi occupazionale per i piccoli operatori e la perdita di professionalità che ne consegue. Serve un salto di qualità anche da parte dei piccoli commercianti ma a questo proposito non mancano le proposte – conclude Lucchina- come la nascita di consorzi ( centri integrati di via ) dove ogni esercente, pur operando individualmente, unificherà con altri risorse e iniziative. A Lecce e Parma i primi esperimenti hanno dato esito positivo».
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