«La chiusura del Sempione ci terrorizza»
Busto Arsizio – Il cantiere dei Cinque Ponti è alle porte, preoccupazioni per la viabilità della zona
«Da qui me vado e anche presto, trasferisco la mia attività a Olgiate Olona». Non ha dubbi Marino Mara, titolare della concessionaria “Marauto” (nella foto). La sua attività si trova sul Sempione, proprio sul tratto di strada che per primo sarà interessato dai lavori per il completamento dello svincolo dei Cinque Ponti di Busto Arsizio. I segni dell’arrivo del cantiere ci sono. Nei giorni scorsi è già stata realizzata una piccola bretellina che sostituisce via Firenze chiusa al traffico. Il cantiere ufficiale dovrebbe aprirsi nei primi giorni di aprile.
«Una piccola intenzione l’avevo di trasferirmi, poi mi sono deciso». Già prima non era il massimo dal punto di vista viabilistico spiega, ma con il cantiere in vista e il futuro snodo si preannunciano mesi difficili. Di subire anche la chiusura del Sempione proprio non se ne parla. «Senza contare che ad oggi non ho avuto nessuna informazione dall’amministrazione comunale su come avverranno i lavori e cosa verrà fuori».
E se all’attesa decennale per il completamento dell’opera viabilistica più importante della città si sommano attese e curiosità, allora i Cinque Ponti stanno in cima ai pensieri di chi possiede una qualsiasi attività sul Sempione nei pressi dello svincolo di via Fagnano. «La chiusura di un tratto del Sempione ci terrorizza» commenta la segretaria di un’azienda storica. Si tratta di “Meccaniche Moderne” dal 1950 attiva a Busto, sessanta dipendenti e un continuo via vai di clienti e fornitori, nonché camion che trasportano merci. E l’unica via di uscita è appunto il Sempione.
Chiuderà per quanto, un tratto intero oppure a piccole porzioni? Se c’è chi avanza fondate preoccupazioni, c’è anche chi la prende con filosofia, ma sarebbe meglio dire spirito di intraprendenza. “La Romagnola”, il ristorante che per qualche tempo si troverà praticamente assediato, avrà di certo quaranta coperti assicurati. Sono quelli degli operai che lavoreranno nel cantiere. «Il nostro parcheggio è stato già dimezzato e con molta probabilità diminuiranno anche i clienti abituali, ma la convenzione per i pasti è stata già firmata» racconta la titolare.
Ma tutto tace quanto alle notizie riguardo alla modalità con cui si effettueranno i lavori, alla viabilità alternativa e i tempi. In giro si parla, ma informazioni ufficiali sul Sempione non ne sono arrivate. E non potrebbe essere altrimenti visto che anche Palazzo Gilardoni attende l’Anas. L’amministrazione ha infatti incaricato nei mesi scorsi un ricercatore del Politecnico che ha studiato tutte le soluzioni alternative per arrecare meno disagi a tutti. Ora queste proposte devono essere vagliate dall’Anas. Un incontro era stato chiesto quasi un mese fa e dovrebbe avvenire a giorni.
Aspettando i Cinque Ponti quindi, sono in molti a volerne sapere di più. Anche i rappresentanti dei Comitati di quartiere che nelle settimane scorse avevano espresso forti preoccupazioni per le ripercussioni che subiranno Santi Apostoli, Sant’Anna e San Giuseppe. Romano Pinciroli dei comitati aveva chiesto tempo fa un incontro con il direttore dei lavori. Anche lui aspetta.
Alberto Grandi, capogruppo consigliare dei Progressisti per Busto invece non si stanca di dire che i Cinque Ponti produrranno un impatto ambientale terribile per la città. «E non sarà il traffico a causarlo, ma l’imponenza delle opere».
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