Giornata della Memoria: perchè Busto non dimentica

In mattinata la deposizione di una corona al Tempio Civico di Sant'Anna; opere teatrali e cinematografiche ad ingresso gratuito animano la giornata del Teatro Sociale

Le celebrazioni della Giornata della Memoria rinnovano la vicinanza tra Busto e i suoi deportati, vittime dell’Olocausto nazista e della repressione nazifascista della Resistenza. In mattinata, alle 9,30, è stato deposta una corona di fiori presso il Tempietto Civico di Sant’Anna, di fronte al Municipio. Qui, come ogni anno, è stato elevato un altare commemorativo a cura del presidente ANED (Associazione Nazionale ex Deportati) Angiolino Castiglioni, sopravvissuto alle torture fasciste e al terribile lager bavarese di Flossenburg (dove morì, tra migliaia e migliaia di altri, il fratello di Sandro Pertini, Eugenio, ndr).

Il Sindaco Luigi Rosa ha pronunciato un breve discorso per l’occasione, sottolineando che «Il ricordo delle vittime dell’Olocausto è ancor oggi vivo e presente nella
nostra memoria ed anzi, col trascorrere gli anni,
ha risvegliato ancor più le nostre coscienze». Il primo cittadino ha parlato di «ferita ancora aperta» e della necessità di continuare a vigilare «per far sì che
quanto è accaduto allora non abbia mai più a ripetersi». Rosa ha infine voluto citare la parole di
don Giuseppe Ravazzani, Cappellano
Militare della divisione partigiana "Alfredo Di Dio":
«Volesse il cielo che i cattolici si comportassero
oggi nei confronti di chi non la pensa come loro come noi ci comportammo
allora.
A tutti, giovani e non, dico che adesso ci troviamo in
uno scenario terribilmente disuguale, pieno di luci e tenebre, alla presenza di
coscienze diabolicamente contrarie ad ogni gesto di onestà e umanità. Bisogna
riprendere una vita di vero amore, angelica e santa, per continuare a ricercare
ciò che per l’uomo è la verità. E questa verità è quella evangelica».

Sempre in mattinata, presso il Teatro Sociale la Compagnia AT Theatre diretta da Delia Cajelli ha messo in scena una riduzione teatrale di "Se questo è un uomo", il magistrale capolavoro di Primo Levi sulla prigionia ad Auschwitz. Centinaia di giovanissimi alunni delle scuole medie cittadine hanno assistito allo spettacolo, salutato da prolungati e convinti applausi. Appleudita, nel finale, la recitazione della poesia "Se questo è un uomo" dello scrittore torinese, uno fra i più insigni uomini di lettere del Novecento italiano e un testimone fermo e pacato dell’Olocausto.

Il Sociale, nella sua giornata dedicata alla memoria dellla Shoah, ha proiettato nel pomeriggio il film "Monsieur Batignole" di Gérard Jugnot, una storia di solidarietà verso gli ebrei perseguitati dai nazisti durante l’ultimo conflitto mondiale. In serata andrà in scena invce la prima nazionale di "Come una rana d’inverno", opera tratta dal libro di Daniela Padoan e dedicata alla prigionia delle donne negli orribili lager nazisti. Anche questa sera l’ingresso è gratuito.

 

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Pubblicato il 27 Gennaio 2005
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