Legno per imballaggio: un convegno sulle nuove linee guida
La organizza Apa - Confartigianato
Novanta paesi in tutto il mondo ne hanno già approvato le nuove linee guida. Quelle introdotte dalla normativa fitosanitaria del 18 marzo 2002, riguardanti i materiali da imballaggio e che prendono atto della possibile diffusione degli organismi nocivi (che rappresentano una minaccia non trascurabile per gli alberi viventi) tramite i materiali per imballaggio composti da legno grezzo non lavorato. Di tali linee guida se ne parlerà giovedì 10 febbraio 2005 al Centro Servizi dell’APA – Confartigianato in via Stucchi 64 a Monza. L’incontro, organizzato dall’Unione Regionale Legno e Arredo di Confartigianato Lombardia ed aperto a tutti gli imprenditori artigiani lombardi attivi in tale settore, avrà inizio alle ore 18.00.
Secondo la FAO, l’obiettivo ultimo non è solo quello della protezione delle foreste dagli organismi nocivi importati, ma di consentire il libero commercio mondiale in quanto il materiale da imballaggio in legno, sotto forma di pallet, casse, gabbie o materiale di stivaggio è utilizzato nel 70% circa di tutte le spedizioni transnazionali.
«La normativa è di fondamentale importanza – afferma Mario Bigatton, capogruppo provinciale dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese e Vicepresidente regionale di Confartigianato per il settore legno e arredo – perché tutela, con regole certe ed uniformi, produttori e consumatori. Una sorta di "certificazione" alla quale gli operatori del settore legno e arredo dovranno guardare con favore perché introduce un cambiamento che interesserà tutti i mercati e, di conseguenza, la competitività di tutte le imprese».
Per garantire che il materiale da imballaggio sia privo di organismi nocivi, gli esportatori dovranno certificare, con un simbolo universalmente riconosciuto (marchio IPCC/FAO), che il materiale è stato trattato secondo un apposito procedimento.
L’orientamento dell’UE è di richiedere che tutti gli imballi in legno grezzo in ingresso sul territorio siano marchiati con il marchio IPCC/FAO già dal marzo 2005, mentre molti altri paesi con i quali sussistono scambi commerciali lo richiedono già oggi: USA, Svizzera, Australia, Brasile.
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