Processo Parmalat: il Movimento consumatori ammesso tra le parti civili
Al processo era presente il presidente del Movimento consumatori di Varese. Tra gli esclusi dalla parte civile Federconsumatori e Adicons
“È stato un bel colpo!”, ha commentato l’avvocato Barbara Cirivello, presidente della sezione varesina del Movimento consumatori, presente ieri, in prima persona, all’udienza preliminare del processo Parmalat.
Il giudice per l’udienza preliminare Cesare Tacconi ha infatti incluso l’associazione da lei rappresentata tra quelle ammesse come parte civile, ossia come soggetti che vanterebbero un diritto al risarcimento a carico degli imputati qualora questi ultimi vengano dichiarati colpevoli. (sopra un gruppo di risparmiatori varesini compilano la documentazione per il ricorso)
Accanto al Movimento consumatori ammessi anche altre associazioni come Adusbef, Adoc, Codacons e la Consob: la decisione sull’ammissione delle associazioni si è basata, in concreto, non solo sulla presenza tra i loro scopi statutari dell’intenzione di tutelare i risparmiatori ma anche sull’effettivo e dimostrato coinvolgimento dell’organizzazione in operazioni di salvaguardia dei rappresentati prima dell’esplosione del caso.
Tra gli esclusi invece non poche associazioni rappresentative a livello nazionale: tra le quali spiccano Federconsumatori e Adiconsum, a causa della mancanza dei requisiti richiesti dal giudice al fine dell’ammissione. Tra gli esclusi compare anche la ex Grant Thornton: un rifiuto facilmente comprensibile, poichè si tratta della società che controllava la contabilità della Parmalat nonché di una delle tre società imputate nel processo.
La richiesta di risarcimento sollevata dalla parte civile, oltre ai danni materiali che implicano un rimborso dei costi e delle perdite subite a livello economico si estende anche a quelli immateriali legati invece alla lesione che l’immagine dell’associazione avrebbe subito a seguito dei fatti criminosi.
Ma qual è, per i risparmiatori, l’effetto concreto di questa decisione? Tornerà qualcosa nelle loro tasche? «Questa decisione – precisa Barbara Cirivello (nella foto sopra)- è soltanto il primo passo compiuto verso il riconoscimento del danno subito dai nostri rappresentati. Prima dello svolgimento del processo vero e proprio purtroppo, su cosa si potrà ottenere non è ancora possibile sbilanciarsi».
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