Eventi sportivi di alto livello: un’idea per il rilancio di Varese
La bella esperienza di Italia-Irlanda può essere l'esempio per pensare più in grande
Per una volta il grande catino del Franco Ossola si è "vestito" da Flaminio, ospitando una partita della Nazionale under 18 di rugby. Non una gara qualunque, bensì un vero e proprio test-match contro l’Irlanda, nazione da sempre nei piani alti delle graduatorie mondiali.
La vittoria degli azzurri (nella foto durante l’Inno di Mameli) è stata la cigliegina sulla torta di una bella giornata di sport: non ingannino le tribune vuote che si intravedono nelle fotografie. La gente a Masnago c’era per davvero ed ha riempito la tribuna coperta dello stadio colorandola come si deve.
C’erano i grandi appassionati di rugby, quelli che giocano alla domenica su campi malconci e ghiacciati, con indosso le divise delle proprie squadre in perfetto stile british. E tra di loro non mancavano i rugbisti giunti da fuori provincia, accorsi a Varese per respirare un po’ di aria "da Twickenham". C’erano quelli cui lo sport piace in tutte le salse, avvicinatisi alla palla ovale grazie al Sei Nazioni o al recente campionato del Mondo. C’era pure qualche bel gruppetto di irlandesi (foto), con tanto di bandiere e cappelli verde-bianco-arancio a colorare di verde una parte delle tribune.
Una giornata da incorniciare come quella di sabato suscita quindi una riflessione sull’opportunità di organizzare eventi di questo tipo in città. Lo sport come richiamo turistico è un’opportunità da tenere in grande considerazione.
Varese ha già un calendario interessante: in primavera ci sono i tornei di basket e hockey giovanili di livello internazionale, in estate il clou è la TreValli (nella foto la vittoria di Wegmann) ma non va dimenticata la stagione dell’ippodromo che nel 2004 ha riservato una serie di appuntamenti di rilievo. Quello che però finora è mancato è l’evento esterno a questo calendario, e la partita di rugby (come le riunioni di pugilato) rappresenta una addizione importante. Proprio su appuntamenti di questo tipo, e magari di livello superiore, potrebbe essere incentrata una programmazione che porti a Varese ogni anno tre, quattro eventi di portata nazionale.
Per sviluppare una idea simile bisogna verificare tre "direttrici" di lavoro: impianti, strutture per l’accoglienza e la logistica, attività collaterali. Per quanto riguarda i primi due punti nei mesi scorsi la città ha ricevuto opinioni importanti e positive: il riferimento è alle Nazionali di basket e pallavolo, più volte ospiti di Varese, che hanno sottolineato la funzionalità del Palasport, delle altre strutture usate per l’allenamento e degli alberghi utilizzati. Gli stessi responsabili azzurri hanno apprezzato la vicinanza di Malpensa, che fa di Varese una "base" ricercata alla vigilia di appuntamenti importanti. Una ulteriore conferma è arrivata dalle nazionali australiane di atletica e canottaggio, passate da qui grazie all’interessamento della Provincia prima di volare alle Olimpiadi di Atene.
Per quanto riguarda gli impianti inoltre, una programmazione di alto livello servirebbe a valorizzare le strutture cittadine, soprattutto se il Comune terrà fede ai progetti relativi alla cittadella dello sport. L’area interessata è quella tra palaghiaccio e piscina, ippodromo e campi da tennis che dovrebbe essere ristrutturata ed unificata.
L’organizzazione di riunioni sportive di valore dovrebbe poi essere valorizzata con iniziative collaterali che facciano interagire la città con i tifosi giunti da fuori. Concerti a tema, addobbi ad hoc, concorsi per le vetrine dei negozi (come accade in occasione degli arrivi del Giro d’Italia) sono solo alcune idee da attuare in casi come questi.
Tutto ciò risulterebbe ancora più utile in vista dell’auspicata organizzazione dei Mondiali di ciclismo: la città avrebbe modo di preparasi al meglio sia dal punto di vista organizzativo sia sotto l’aspetto dell’accoglienza. Inoltre, una dimostrazione concreta di capacità di gestire importanti eventi sportivi sarebbe una credenziale in più da presentare all’Unione ciclistica internazionale, quando questa dovrà decidere a chi assegnare gli stessi mondiali.
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