Il Molina cambia volto: specializzazione a dimensione domestica
Inaugurato il piano terra della casa Bonazzola. I lavori realizzati per rendere famigliare un ambiente altamente professionale
Armadi in noce, letti in legno e vetro, colori caldi alle pareti. Ben nascosti, macchinari e accorgimenti tecnologici per alleviare le sofferenze dei residenti.
È tutto qui, in un mix perfetto di tecnologia e ambiente domestico, il pensiero che ha guidato la ristrutturazione del piano terra di casa Bonazzola alla Fondazione Molina. Nove camere doppie e sette singole, per un totale di 25 posti letto, che segnano una svolta nella gestione della residenza per anziani.
La popolazione italiana è sempre più longeva. Aumentano le patologie e, soprattutto, si cronicizzano: la nuova politica del Welfare mira a tutelare il nucleo familiare aiutando gli anziani a rimanere a casa propria quanto più possibile. Solo quando l’aspetto medico diventa preponderante allora ci si può rivolgere a centri specializzati, residenze che si attrezzano per permettere all’ospite di avere tutte le cure necessarie, spesso al limite dell’offerta ospedaliera, in un ambiente quanto più possibile accogliente.
Così la Fondazione Molina sta investendo parte del lascito Maccecchini-Buzio per ripensare l’intero padiglione. Dopo il piano terra, entro la fine dell’anno anche gli altri due saranno sottoposti a lifting. L’età media delle Persone accolte alla Fondazione, circa 83 anni, e la presenza nei nuovi Ospiti di pluripatologie, di gravi deficit cognitivi e motori, hanno fatto nascere l’esigenza di ripensare al "Molina" in termini differenti dalla vecchia concezione di Casa di Risposo.
Gli armadi fatti su misura consentono di sfruttare al massimo gli spazi disponibili. I punti luce con possibilità di differente intensità e tipo di illuminazione assicurano il massimo confort. I letti, così come i toni magnolia del mobilio e i giochi di colore alle pareti offrono un design confortevole e caldo.
La stima complessiva dei lavori che si andranno a realizzare è di circa € 6.600.000, di questi € 2.635.000 sono riservati alla Casa Bonazzola; i fondi sono stanziati dall’Amministrazione del Molina tramite la messa in vendita delle quote della Società Unione Italo Svizzera, lascito Macecchini-Buzio.
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