Antonella Cioffi: progetti non perfetti, ma perfettibili
La candidata della lista civica Indipendenti propone un'idea innovativa per sviluppare il rapporto con Malpensa: «Dobbiamo diventare polo di attrazione per il turismo ecologico»
Antonella Cioffi è la candidata sindaco per la lista civica Indipendenti per le prossime elezioni amministrative: 42 anni, laureata in architettura, sposata e madre di tre figli, impiegata presso il Comune di Cardano al Campo come funzionario responsabile dell’ufficio tecnico. È già stata assessore all’Urbanistica nella Giunta Chilin, dal 1995 al 1999: «Mi avevano scelta per le mie conoscenze e per la condivisioni di obiettivi comuni. Tre anni fa mi sono riavvicinata al gruppo che forma la lista Indipendenti, molto cambiato rispetto a quello che prese quasi il 10 per cento la scorsa tornata, priva del peso degli appartenenti ai partiti. La mia candidatura è maturata dopo la rottura del patto federativo con le sinistre, contemporaneamente alla scelta di correre da soli, divisi dall’altra lista civica in lizza. È una scelta coraggiosa, non abbiamo un colore politico che ci contraddistingue, siamo arcobaleno. Pensiamo che a Samarate si possa fare molto, senza grandissimi sforzi. In caso di ballottaggio tra le due liste favorite, decideremo in base ai voti che porteremo a casa il 3 e 4 aprile chi e se appoggiare una o l’altra. Lasciamo le porte aperte, nella speranza che il voto dei samaratesi cambi, dando fiducia a chi si è impegnato per il bene della città e non a chi si presenta con la facciata del partito a coprire le proprie decisioni».
Il programma della lista civica Indipendenti si basa su due assi portanti, la Samarate città e la Samarate di tutti i giorni: «Per prima cosa voglio sottolineare che a noi interessa il bene della città in cui viviamo. Non siamo disposti a svendere ad altri il nostro territorio, non accettiamo che chi ci governa venga da fuori e non voglia avere rapporti con la cittadinanza. La partecipazione è un fattore fondamentale, come il rispetto delle minoranze: in questi 5 anni sono mancati totalmente. Nello specifico del programma, ci proponiamo di soddisfare i bisogni dei cittadini, senza grandi investimenti, ma ragionando in un modo diverso, dando voce alle associazioni che già sono sul territorio, snellendo la macchina comunale, predisponendo obiettivi chiari e trasparenti. Parallelamente ci riserviamo di sviluppare Samarate dal punto di vista tecnologico, con la creazione di una biblioteca multimediale, di un centro Polifunzionale per la musica e la vita sociale, dove trovino spazio ad esempio le bande samaratesi. A Samarate manca una piscina comunale. A me piacerebbe anche creare una struttura sulla falsa riga di campus anglosassoni, con un coordinamento tra la scuola e le società sportive della città. Sono convinta che serva il confronto con gli altri Comuni del circondario».
Per il rapporto con Malpensa, un’idea innovativa che potrebbe portare sviluppo turistico e sbocchi professionali: «Sarebbe necessario attivare un meccanismo per cui si partecipi di più ai tavoli che contano. Le decisioni vengono prese a livelli superiori, noi possiamo solo sperare di portare a casa più vantaggi possibili per noi. Ad esempio si potrebbe collaborare con il Parco del Ticino per sviluppare le risorse che ci sono sul territorio, creando un polo naturalistico di attrazione per le grosse fette di turismo ecologico che in altri paesi del Nord Europa è già presente da anni. Le risorse ci sono, bisogna valorizzarle e creare infrastrutture adeguate per l’accoglienza e per la viabilità. L’aeroporto diventerebbe un’occasione interessante per lo sviluppo della città, controllando al contempo l’impatto sull’ambiente. Noi abbiamo delle idee da proporre, auspichiamo una risposta positiva degli elettori. D’altro canto le vittorie che altri sbandierano come proprie le abbiamo portate a casa noi, come ad esempio il contratto di quartiere di san Macario, che ho studiato io quando ero assessore e che oggi la Lega spaccia come frutto delle loro lotte. La cosa più importante che vogliamo importare a Samarate è il metodo con il quale si amministra: la giunta attuale si è dimostrata distante dai bisogni dei cittadini, noi vogliamo cambiare».
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