Da Solbiate a Kabul, il Corpo di Reazione Rapida si prepara
Presentata alla caserma Ugo Mara l'esercitazione in vista dei difficili compiti operativi futuri in Afghanistan
Sarà un’operazione di grande portata quella prevista tra fine giugno e i primi d’agosto, quando l’intero comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida a guida italiana sarà trasferito letteralmente di peso da Solbiate Olona a Kabul, dove dal 4 agosto assumerà la leadership all’interno dell’ISAF, la missione NATO incaricata di mantenere l’ordine nella capitale e in una vasta area nel nord e ovest del Paese asiatico. In tutto, qualcosa come 1500 persone (al personale del comando, circa 400 tra uomini e donne, si aggiungerà una brigata di supporto logistico) prenderanno il volo per l’Afghanistan, suddivise in due turni di quattro mesi e mezzo per un totale di nove mesi, dopo i quali il comando della missione ISAF passerà ad una nuova forza multinazionale a guida britannica.
La base NATO di Solbiate Olona questa mattina ferveva di attività per l’esercitazione Eagle Force 05, la più vasta sinora attuata per simulare le condizioni operative cui il comando dovrà far fronte una volta giunto nella capitale afghana. Giornalisti, fotografi e cameramen son stati accompagnati in un tour della base, con il tenente colonnello Riccardo Cristoni, l’addetto stampa del comando, a fare da cicerone. Si è così avuta l’occasione, più unica che rara, di assistere ad un briefing tenuto da ufficiali britannici ed americani per descrivere gli scopi dell’esercitazione (simulare la reazione del comando ad una serie di eventi avversi, per esempio attacchi suicidi della guerriglia, o terremoti). Nella base è stato ricostruito puntigliosamente l’aspetto che il comando ISAF di Kabul avrà tra pochi mesi, tenda per tenda e comando per comando: così vi saranno "cellule" addette alle comunicazioni con il comando NATO di Brunssum (Olanda), al personale, alla stampa di mappe ricavate da foto satellitari, e poi ancora una compagnia di sicurezza e ben 35 ufficiali di collegamento. "Cervello" informativo del comando sarà il Joint Operation Center, attivo 24 ore su 24, che raccoglierà notizie da ogni fonte possibile e le smisterà ai comandi. Non mancherà neppure un comando aereo, con alcuni elicotteri e cacciabombardier a disposizione; ma l’elemento più attivo ed importante della missione restano i Provincial Reconstruction Teams, addetti contemporaneamente alla difesa e alla ricostruzione in varie aree del Paese, che stanno conseguendo importanti risultati nel Nord e nell’Ovest.
La mattinata è stata conclusa da una conferenza stampa con i sottocapi di Stato maggiore italiano e britannico, generale di corpo d’armata Fabrizio Castagnetti ed Air Chief Marshal Sir Anthony Bagnall, insieme al comandante del Corpo d’Armata di Reazione Rapida, il generale di Corpo dì’Armata Mauro Del Vecchio (il cui predecessore in questo incarico fu proprio Castagnetti). «Lo sforzo italiano sarà grande, avremo oltre 2000 militari in Afghanistan, fra Kabul e Herat; basti pensare che, al momento, ne abbiamo 9400 in missione all’estero» ha ricordato Castagnetti. Bagnall non ha risparmiato le lodi e i complimenti per le forze armate italiane: «Gli italiani hanno professionalità, coraggio e grande capacità di comando. Questa stessa base è una realizzazione significativa, e sono rimasto profondamente colpito dalla qualità delle esercitazioni che vi vengono compiute oggi. Agli uomini e alle donne di questo comando va il nostro ringraziamento». Il generale Del Vecchio, nel ripercorrere la storia del comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida, parte della NATO Response Force che conta 21.000 soldati e ufficiali, ha ricordato che in giugno, a Stavanger (Norvegia) si terrà l’esercitazione finale, della durata di tre settimane, prima della partenza per l’Afghanistan. «Il nostro primo compito sarà proteggere lo svolgimento delle elezioni politiche del 18 settembre» ha detto il generale. E dato che il clima in Afghanistan nelle ultime settimane va scaldandosi (non solo in senso climatico), non sarà un compito facile.
Galleria fotografica
La mappa operativa
Ufficiali al briefing
L’addetto stampa ten. col. Cristoni
Il Joint Operation Center
Una "cellula" al lavoro
Il col. Donati del comando aereo
I generali (da sinistra a destra Bagnall, Castagnetti e Del Vecchio)
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