Reguzzoni: “Questo è il mio contratto con i varesini”

Il bilancio di metà mandato del presidente della Provincia. Raddoppiati gli investimenti. All'orizzonte il secondo inceneritore e il piano rifiuti

Il suo contratto con i varesini Marco Reguzzoni lo firmò il 26 maggio del 2002 e giunto a metà mandato si ritiene soddisfatto. Nella sua agenda, nonostante le processioni ormai quotidiane a Villa Recalcati di lavoratori di aziende in crisi, c’è ancora posto per molti progetti. Probabilmente il presidente della Provincia ha anche voglia di tirare il fiato – come dargli torto visto il momentaccio dell’economia varesina e nazionale -, lo si capisce dalla prima risposta che dà alla domanda sulle opere future: la nuova funivia di Laveno e l’innevamento artificiale della Forcora. Turismo e sport, due bagliori che vengono subito offuscati dai fumi del secondo inceneritore in provincia, che darà non pochi grattacapi quando sarà il momento di decidere il luogo dove costruirlo. «Il piano di coordinamento territoriale e il piano rifiuti – dice Reguzzoni – sono due obiettivi della nostra amministrazione. Se non si vuole fare la fine di Napoli, bisogna agire e sull’inceneritore questa volta si va, l’iter è stato iniziato e va concluso. Nei prossimi mesi sulla localizzazione ne sentiremo di tutti i colori».

Nel triennio che va dal 2003 al 2005 gli investimenti della Provincia hanno sfiorato i 70 milioni di euro, con un incremento del 66 per cento, mentre nel triennio 2005-2008 gli investimenti ammonteranno a circa 75 milioni euro. Una bella somma che si traduce in una lunga lista di progetti realizzati o sui quali c’è una progettazione definitiva. L’elenco comprende:  l’inizio della diga sull’Olona (dopo vent’anni di stallo), il nuovo liceo artistico di Varese e il progetto avveniristico del’Ipc Falcone di Gallarate, il Ponte di Vedano, la strada provinciale che collega Gavirate a Cittiglio. E ancora la cura e il recupero di beni artistici di grande pregio, punto importante per una provincia che guarda con crescente interesse al turismo, tra cui: l’eremo di Santa Caterina del Sasso, la Badia di San Gemolo a Ganna, il monastero di Cairate e il Chiostro di Voltorre.
«Nonostante la grande difficoltà economica degli enti locali – continua il numero uno di Villa Recalcati – abbiamo raddoppiato gli investimenti, mantenendo una tassazione minima. Vengono addirittura da fuori provincia per immatricolare le automobili, perché la nostra Ipt è tra le più basse d’Italia.
Abbiamo raggiunto obbiettivi che ci danno grande soddisfazione. Penso solo a un tema che nella campagna elettorale di tre anni fa era ricorrente sui giornali quello della sede de Liceo Artistico. Ebbene se allora mi avessero detto che tre anni dopo quel problema sarebbe stato risolto, non avrei accettato la scommessa. Invece siamo riusciti a risolvere una situazione che da tempo chiedeva una soluzione».

Tra gli interventi per rivitalizzare l’economia varesina si citano i casi Azzurra air e Volare, anche se è la Whirlpool la vera nota dolente. «Stiamo raccogliendo i dati sull’indotto dell’azienda, per arrivare all’incontro con il ministro Maroni con dei numeri concreti per pianificare gli interventi con gli ammortizzatori sociali anche nelle aziende al di sotto dei 15 dipendenti. Sono dati difficili da ottenere e da estrapolare, ci stiamo lavorando con le organizzazioni di categoria. Probabilmente l’incontro con il ministro slitterà al primo giugno».

Sul piano ambientale Reguzzoni sottolinea il buon risultato del risanamento del lago di Varese e ribadisce l’impegno su situazioni non di stretta competenza della Provincia, ma sul quale l’ente s’impegna a stimolare i soggetti competenti, come nel caso dell’ultimazione dell’impianto di depurazione a Gornate Olona per il risanamento del fiume Olona, a causa del quale l’Italia ha preso una bella strigliata dall’Unione Europea per il contributo all’inquinamento dell’Adriatico. «Un’azione di stimolo e coordinamento che eserciteremo anche per altre opere fondamentali, che non ricadono direttamente sotto la nostra competenza, come la Malpensa Boffalora, la Pedemontana, la tangenziale di Varese e quella di Induno». Un’azione che deve trovare però una corrispondente attenzione nei palazzi romani e sulla quale Reguzzoni riprende una battuta del direttore generale della Rai Cattaneo: «Puoi bussare allo Stato, ma che ne sa il funzionario di Roma di quelllo che succede a Luino?»

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Pubblicato il 25 Maggio 2005
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