Rapine alla stazione con sonnifero
La Squadra Mobile ha arrestato una croata, responsabile di almeno tre episodi, e il suo complice tunisino
Cercava le sue vittime tra le persone sole e disagiate di Varese, le invitava a bere qualcosa al bar della stazione e poi, approfittando di un momento di distrazione, versava nei bicchieri un potente sedativo e le derubava. Tutto molto semplice e, all’apparenza, “sicuro”, tenendo conto della fragilità delle vittime, ma tre casi in pochi mesi hanno fatto scattare le ricerche e gli agenti della Squadra Mobile si sono messi sulle tracce di una “fantomatica” donna con cui i tre derubati ricordavano di aver bevuto qualcosa prima di svenire. Così ieri, lunedì 4 luglio, la Squadra Mobile della Polizia di Stato ha arrestato una donna croata di 42 anni, Natasa Vranic, e il suo complice un tunisino di 41 anni, Ben Arar Jalel Ben Daoud.
I due, domiciliati a Varese ma senza fissa dimora, agivano nei pressi delle due stazioni di Varese. La donna è la principale protagonista della vicenda: avvicinava persone psicologicamente fragili e le invitava a bere al bar con la promessa di un’amicizia più approfondita. Gli uomini, di mezza età e in un caso anche una donna, di 36 anni, la seguivano e si lasciavano offrire da bere; la croata, però, versava nei bicchieri un sedativo e in pochi minuti la vittima perdeva conoscenza dopo di che veniva derubata di ogni avere. Poche cose, in realtà: denaro, in un caso cinque euro appena, orologi, telefoni cellulari e monili d’oro.
Le vittime venivano raccolte svenute per strada e portate in ospedale dove raccontavano vagamente l’accaduto senza però ricordare nulla delle rapine. Le indagini della Squadra Mobile hanno portato all’arresto dei due, con l’ordinanza di custodia cautelare emesse dal Gip Ottavio d’Agostino su richiesta del pm Rossella Ferrazzi: l’accusa è rapina aggravata e continuata. Alla donna vengono addebitati almeno tre episodi, avvenuto a febbraio, maggio e giugno di quest’anno, e solo in uno è stata aiutata dal tunisino.
La croata è ora richiusa nel carcere di Monza mentre il tunisino si trova ai Miogni.
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