«A giugno il nuovo ospedale non ci sarà»
Sanità, trasporti e sviluppo economico. I consiglieri regionali dell'Unione presentano gli emendamenti al bilancio
«Ma quale giugno 2006. Il nuovo ospedale non sarà pronto per quella data, anzi sarà una transizione infinita perché mancano 30 milioni di euro e non saranno facili da trovare». I consiglieri regionali dell’Unione Giuseppe Adamoli, Stefano Tosi e Mario Agostinelli affondano il coltello nella crisi della Casa delle libertà. Partono dalla piaga più profonda ed evidente, quella che riguarda la sanità e l’assistenza. Le ferite, però, sono molte di più, almeno sette. Infatti a dicembre, nel prossimo assestamento di bilancio, il centro sinistra presenterà altrettanti emendamenti su lavoro, sviluppo, scuola, energia, trasporti e ambiente.
(Foto sopra, da sinistra: Giuseppe Adamoli, Mario Agostinelli e Stefano Tosi)
È naturalmente la sanità insieme all’assistenza la partita per cui l’Unione chiede l’impegno finanziario maggiore: 65 milioni di euro in più per tre anni. Un emendamento che punta all’esenzione dei ticket sui farmaci fino ad una fascia Ise (indicatore della situazione economica) di 30 mila euro. I soldi, secondo i tre consiglieri, si troveranno con una riduzione sull’impegno della carta sanitaria che fino ad oggi non fornisce i servizi per cui era stata istituita. Si passa ai trasporti, con un investimento di 150 milioni di euro per comprare materiale ferroviario e di 100 milioni di euro per il potenziamento del trasporto pubblico locale. Altri 10 milioni di euro per il diritto allo studio e 5 per il miglioramento e la qualificazione del sistema educativo ed universitario. Un occhio di riguardo all’ambiente con un investimento di 45 milioni di euro per aumentare l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia, altri 7 milioni per il recupero e la conservazione del patrimonio artistico e per la pianificazione delle aree protette. In tutto circa 382 milioni di euro in più.
Tosi, Adamoli e Agostinelli rincarano la dose con la terza pista di Malpensa e lo sviluppo della piccola media impresa. «Su Malpensa e la terza pista – dice il consigliere della Margherita – Sea teme che gli enti locali possano mettersi di traverso per paura di un’espansione senza controllo dell’area. Occorre quindi aggiornare il prg dulla base dei flussi e dell’impatto. Sulla questione dello sviluppo economico questa maggioranza si è riempita la bocca con gli aiuti alle imprese e i fondi strutturali. Ma su 589 domande presentate in Europa dalle imprese lombarde per ottenere i fondi dell’obiettivo 2, solo 306 sono state accettate e finanziate, anche se tutti avevano i requisiti per accedervi. Noi chiediamo più fondi».
«Non dimentichiamo – aggiunge Tosi – che i fondi strutturali nel prossimo futuro saranno erogati sul parametro della competitività, questo obbliga ad una ridefinizione della strategia nei metadistretti industriali, compreso quello di Varese. Noi pensiamo ad un rilancio dove l’impresa sia integrata con il territori e in grado di fare partnership vere capaci di generare innovazione. Oggi in Lombardia manca questa visione perché grava una cappa pesante voluta da Bossi e Berlusconi che hanno risolto la crisi fingendo che non sia mai esistita».
La crisi della maggioranza secondo i tre consiglieri coincide in parte anche con la crisi personale di Roberto Formigoni. «È spento – dice Agostinelli – quasi dimesso, meno propositivo e arrogante rispetto al passato. Il presidente ha i segni evidenti delle catene impostegli non solo dalla Lega Nord. La sua presenza in consiglio regionale è ridotta ai minimi termini: 2 sedute, contro le 17 dell’Emila Romagna e le 12 della regione Lazio. Forse si rende conto che il suo modello non paga più. O forse si sente sprecato per la Lombardia e pensa già a Roma».
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