Consiglio comunale tra amaretti, Informagiovani e mercatini

È finita alla una e mezza l'assemblea civica cittadina. Approvato il regolamento per l'elezione dei presidenti di circoscrizione

È finito alla una e mezza il consiglio comunale di Gallarate. Ha aperto il question time, nel quale ci sono state le risposte di Ivan Vecchio, assessore alla Pubblica istruzione, che ha presentato i corsi di arabo alla scuola Maino Cardano, rispondendo ad una domanda della Lega Nord presentata lo scorso consiglio. Inoltre i consiglieri Castano di Alternativa Sociale e Lozito, da ieri sera della Democrazia Cristiana per le Autonomie hanno presentato una domanda sui numeri a pagamento che l’Ospedale gallaratese ha predisposto per le prenotazioni di visite e operazioni: l’assessore Bongini non ha saputo rispondere, ma ha dimostrato interesse e promesso attenzione per un argomento che non può essere sottovalutato. Infine ancora gli schiamazzi notturni al centro della domanda del consigliere Floris, per i quali l’amministrazione ha promesso vigilanza e interventi volti a limitarne la portata.

Tra i provvedimenti presi, c’è stata l’approvazione della convenzione tra Comune e Provincia per il servizio Informagiovani, per cui solo il Prc ha votato contro, perché, come ha detto Massimo Barberi: «purtroppo, a fronte delle premesse positive, le risposte che vengono messe in campo sono un po’ misere: viste le condizioni di precarietà, disagio, insicurezza sociale in cui versano i giovani e non solo di questo territorio, la risposta  non può essere uno sportello con due pc accesi. Ci vuole anche dell’altro. Poi la logistica: l’Informagiovani verrà messo negli ex uffici dell’attività economica, in via Verdi, dove normalmente i giovani non passano. Sarebbe stato meglio metterlo nella biblioteca». Barberi ha anche proposto di adottare sistemi informatici opensource per la gestione dei terminali, ma la proposta è stata bocciata. L’Informagiovani sarà collocato in via Verdi, con due pc a disposizione e una connessione internet free, dedicato agli studenti sotto i 18 anni e per gli universitari.

Successivamente la discussione ha avuto come perno centrale il regolamento per l’elezione del presidente delle circoscrizioni cittadine: il consiglio ha deliberato che saranno i cittadini ad eleggerli direttamente. Per il mercatino dell’antiquariato, l’assessore Caravati ha presentato la proposta, passata a colpi di maggioranza, di eliminare dalla piazza i mercatini etnici, in particolare l’artigianato proveniente da Africa, Asia, Oceania, Sudamerica, Messico, Cina e Giappone, come si legge sul testo del regolamento. Una scelta, a detta di parte del centrosinistra, Barberi in testa, dettata dalla «volontà di eliminare gli stranieri che arrivano dai paesi poveri del mondo». Il regolamento individua un consulente esterno per valutare la provenienza dei manufatti. Il centrosinistra ha presentato un emendamento per cancellare la parte che esclude i prodotti etnici, bocciato dal voto compatto della maggioranza. A seguire una lunga disquisizione semiotica sul significato di "etnico", con varie posizioni e varie interpretazioni discordanti.  Infine, c’è stata l’adozione della denominazione comunale (de.co) per gli amaretti di Gallarate. Unico voto contrario quello di Barberi. All’una e mezza tutti a casa, con qualche amaretto gallaratese in più e qualche manufatto etnico in meno.

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Pubblicato il 18 Ottobre 2005
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