Fatture gonfiate dall’Italia alla Svizzera per il Casinò di Lugano
La Polizia Cantonale ha effettuato delle perquisizioni nella giornata di ieri e ha interrogato alcuni funzionari della casa da gioco
Il casinò di Lugano finisce sotto la lente di ingrandimento della Polizia Cantonale. Più precisamente ci sarebbero finite una serie di fatture emesse da due società italiane che forniscono materiale da arredo alla casa da gioco elvetica e poi «gonfiate» dal Casinò stesso. La Boom organizers, che è di proprietà del direttore marketing del Casinò di Lugano Sergio Cappelletti, e la Boom organizer s.r.l. sarebbero i nomi delle due società coinvolte con sede a Milano. L’ipotesi di reato, secondo la Polcantonale che ha sequestrato nella giornata di ieri documenti del casinò a seguito di un blitz, è "amministrazione infedele" un reato previsto dal codice penale elvetico.
Sempre nella giornata di ieri sono stati interrogati anche alcuni protagonisti della vicenda che sono colpiti da avviso di garanzia e sui quali si continuerà ad indagare. Non è escluso che altri membri della direzione del Casinò di Lugano SA possano essere ascoltati dagli investigatori.
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