Una guida al volontariato
CESVOV e Provincia di Varese: un database on line e cartaceo per orientarsi nel vasto e variegato mondo del no profit
Da oggi è a disposizione dei cittadini una banca dati che raccoglie informazioni su recapiti e servizi offerti da associazioni, guppi di volontariato, pro loco, protezioni civili della Provincia di Verese. La guida è stata realizzata dal CESVOV, il centro servizi per il volontariato della Provincia di Varese, attivo dal 1998 allo scopo di fornire consulenza al terzo settore, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali provinciale.
Il libro di oltre quattrocento pagine è disponibile nelle sedi delle associazioni e nei comuni, ma anche on line in continuo aggiornamento con le nuove segnalazioni. Le informazioni offrono un’utile mappatura dei servizi erogati sul territorio, indicizzati per distretto di appartenza, destinatari e attività prevalente. Nella presentazione a Villa Recalcati l’assessore Renzo Azzi ha sottolineato l’importanza del lavoro per sviluippare la collaborazione tra istituzioni ed associazioni e per favorire il lavoro di rete.
L’asociazionismo risulta essere un fenomeno molto diffuso nella nostra provincia, evidenzia il presidente del CESVOV Vincenzo Saturni, ma anche in continua evoluzione e difficile da fotografare. In questa edizione del 2005 sono 1702 gli enti presenti, duecentocinquanta in più rispetto al numero dell’edizione precedente del 2002.
Per delimitare il campo della ricerca sono state prese in considerazione le associazioni di volontariato, definite dalla legge regionale del 91, e correlata del 93, che ha istituito un registro per le associazioni di volontariato. Sono state inoltre incluse nel libro le associazioni senza scopo di lucro che hanno ottenuto un riconoscimento formale in seguito alla normativa regionale del 16 settembre del 96 sulla promozione e sul riconoscimento dell’associazionismo. Tra queste, il censimento si è attenuto agli enti che rientrano nelle caratteristiche delle ONLUS, organizzazioni non lucrative di utilità sociale definite dal decreto legislativo del 1997. Per questa ragione non compaiono associazioni sportive o di combattenti che non svolgono anche un’attività parallela con finalità sociali. Dalla mappatura restano ancora escluse le cooperative sociali e le fondazioni, organizzazioni non governative, società di mutuo soccorso ed altri enti che compongono il terzo settore composto da tutte quelle organizzazioni private che hanno una finalità pubblica.
Il problema maggiore è stato individuare gli interlocutori. In una prima fase sono stati confrontati registri comunali, provinciali e regionali per trovare i gruppi di riferimento. In un secondo momento sono stati inviati questionari alle associazioni per poter compilare tutte le voci che la guida intendeva fornire, dall’anno di costituzione agli orari di disponibilità al pubblico, tuttavia solo la metà delle associazioni hanno risposto al questionario inviato. Dai dati e dai grafici è emerso che solo un quarto delle organizzazioni è iscritto al registro di riferimento, mentre è ancora inferiore la percentuale degli enti che si è dotata di uno statuto giuridico. Rispetto al precedente censimento è aumentato notevolmente il numero delle associazioni che si occupano di attività culturali, mentre tre anni fa le finalità erano prevalentemente socio assistenziali.
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