Altra rissa in città. Gullà: “No agli allarmismi”
Il comandante della Polizia Locale invita però a non abbassare la guardia. Quello di lunedì 28 novembre è il terzo episodio in quattro giorni
Un altro episodio di violenza a Somma Lombardo. Nel tardo pomeriggio di lunedì 28 novembre, nell’autolavaggio di fronte al comando della Polizia Locale, in via Locatelli, è scoppiata una rissa che ha visto protagonista un albanese, in evidente stato di alterazione alcolica: il ragazzo, albanese, già noto alle forze dell’ordine, si è scagliato con violenza contro gli uomini della Polizia Locale del servizio congiunto dei comuni di Somma Lombardo, Vergiate e Golasecca intervenuti prontamente sul luogo dell’alterco e contro i Carabinieri giunti in soccorso dei colleghi. Dopo vani tentativi di riportare la calma con le buone, l’uomo è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e condotto in carcere a Busto Arsizio. Due suoi connazionali sono riusciti a dileguarsi, pur essendo estranei ai fatti. È il terzo episodio in pochi giorni che si ripete a Somma Lombardo, salita agli onori delle cronache per una serie di risse che ha visto protagonisti soprattutto immigrati.
«Non è il caso di creare allarmismo – spiega il comandante della Polizia Locale sommese, Raffaele Gullà -, ma è certo che la guardia non va abbassata assolutamente. È importante ricordare la collaborazione con i carabinieri e avvertire la popolazione, che ci individua spesso come quelli che fanno le multe, ma che poi ci chiama per una miriade di interventi, che possono fare riferimento indifferentemente a noi o ai colleghi dell’Arma». Gli uomini a disposizione del consorzio di vigilanza locale di Somma Lombardo, Vergiate e Golasecca conta su 18 uomini, ma coprire un territorio ampio come quello dei comuni alle porte di Malpensa è un problema che si percepisce ogni giorno: «La vicinanza con lo scalo – continua Gullà – è la causa prima di questi fatti criminosi. La nostra è una zona di passaggio, chi entra nel nostro territorio può raggiungere Varese e la Svizzera senza particolari problemi. Come Lonate Pozzolo, terra di confine con il territorio milanese, viviamo il problema di essere un crocevia di passaggi e traffici di vario genere. Siamo costretti a portare a termine una serie di servizi sempre maggiore, con a disposizione un numero di uomini limitato. Inoltre le leggi finanziarie legano le mani all’amministrazione, ponendo paletti insormontabili che impediscono nuove assunzioni. Le incombenze sono tante, le convenzioni con i comuni limitrofi ci permettono di coprire il territorio in maniera dignitosa».
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