Mimmo Esposito: “Il centrodestra è in ritardo, serve subito un nome per Varese 2027”

Il consigliere comunale di Forza Italia, il più votato alle ultime elezioni amministrative, analizza l'impasse della coalizione, svela di aver rifiutato la corte del sindaco Davide Galimberti, fa il nome di Luca Marsico, senza escludere un'apertura a Futuro Nazionale

Generico 24 Aug 2026

Da settimane, sui social e nelle chiacchierate con clienti, simpatizzanti e amici, Domenico Esposito — per tutti Mimmo, consigliere comunale di Forza Italia, il più votato alle ultime elezioni amministrative del 2021 — chiede al centrodestra varesino di accelerare sulla scelta del candidato sindaco per la tornata elettorale del 2027. Lo abbiamo raggiunto appena rientrato dalle ferie nella sua Sarno, per farci raccontare le ragioni di questo suo prolungato mal di pancia pre elettorale.

Perché insiste così tanto sulla necessità di decidere subito il candidato sindaco?
«Il centrodestra, dopo dieci anni di opposizione, ha davanti a sé un’occasione concreta per tornare a guidare la città, ma rischia di sprecarla per lentezza organizzativa. Un tempo la coalizione di centrodestra “spaccava” a Varese, oggi non è più così perché manca la presenza diretta tra le persone. Non basta un buon slogan sui social, mozioni o interrogazioni a ripetizione: il candidato dovrà andare nei rioni a parlare con la gente, perché l’empatia conta più di ogni comunicato. Il consenso si costruisce con la presenza costante sul territorio e con interventi su problemi concreti, anziché perdersi in dibattiti di politica nazionale o internazionale che non interessano a chi vive la città».

Quali sono le priorità che la prossima amministrazione dovrà affrontare?
«Al primo posto c’è la sicurezza, intesa come capacità di far tornare la città viva anche nelle ore serali. La percezione di insicurezza cresce quando le strade si svuotano presto, come dimostrano gli episodi avvenuti in via Como o quello che si vive ogni sera in piazza Repubblica, ci sono donne che uscendo dal lavoro restano al telefono con i familiari fino all’auto perchè hanno paura. Servono eventi e iniziative per riportare persone in strada, superando ritardi come quello nell’apertura del minigolf cittadino. Il secondo punto è la manutenzione e il decoro urbano, miei veri e propri crucci: strisce pedonali, verde pubblico, asfalti, marciapiedi, archetti salvapedoni, pulizia dei tombini e cura dei parchi richiedono investimenti e attenzione costanti».

Questa impasse le ha fatto pensare all’ipotesi di un passo indietro?
«No, non farò alcun passo indietro: continuerò a occuparmi direttamente dei problemi dei cittadini, come ho sempre fatto, tra le fila di Forza Italia, sono i miei elettori che me lo chiedono e non voglio abbandonarli. Vi svelo una chicca: c’è stato un “corteggiamento” nei miei confronti da parte del sindaco uscente Davide Galimberti, che mi ha proposto di candidarmi all’interno della sua lista civica. Ho rifiutato dopo aver ascoltato le perplessità di una parte del mio elettorato. Resto saldamente all’interno di Forza Italia.

Come vede un eventuale coinvolgimento del movimento Futuro Nazionale?
«Non chiudo la porta. Sebbene si tratti di un’ipotesi complessa da gestire per via delle reazioni polarizzate che il partito di Vannacci genera tra i cittadini, credo che contino più le singole persone coinvolte rispetto alle etichette di partito. Personalmente ho già lavorato con alcuni esponenti del movimento, a partire da Piero Galparoli, per cui non mi sento di escludere a priori una collaborazione».

Lo ha già fatto capire in più occasioni, ma ci dica qual è il profilo ideale per la candidatura a sindaco?
«Luca Marsico è per me il profilo più adatto. Sebbene circolino altri nomi nella coalizione — compreso quello del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, un’ipotesi per me irrealizzabile —, Marsico è stato finora l’unico tra i papabili a uscire allo scoperto pubblicamente su alcuni temi, mentre gli altri profili restano più defilati se non nascosti in attesa della sintesi tra i partiti».

Quali sono le tempistiche previste e come intende muoversi nell’attesa?
«I partiti puntano a sciogliere il nodo entro settembre, dicono. Temo che l’approssimarsi delle festività natalizie possa rallentare ulteriormente la macchina organizzativa. Lo ripeto: è tardi e serve una mossa, in fretta».

Ultima domanda sull’attualità: cosa ne pensa del nuovo Piano di Governo del Territorio?
«Ho raccolto le preoccupazioni di diversi costruttori e operatori del settore, secondo i quali le nuove regole troppo stringenti rischiano di scoraggiare gli investimenti edilizi in città. Si tratta di un tema delicato che rischia di trasformarsi in una criticità da gestire per la prossima amministrazione comunale».

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Pubblicato il 24 Agosto 2026
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