Cibi bio? Buono ma caro. E anche a Varese non “attecchisce”
Pochi i clienti affezionati nonostante un'offerta ricca. I pareri raccolti in quattro supermercati
Gli scaffali dei supermercati sono sempre più affollati di prodotti biologici. Carne, farine, frutta e verdura, pasta: ormai il bio è presente un po’ in tutto il settore alimentare. Alcune grandi catene, come Esselunga ad esempio, hanno addirittura una propria linea di prodotti provenienti da agricoltura biologica (clicca per approfondire). Quanto vendono quindi questi prodotti? Come se la passa il mercato del bio?
Da un’indagine condotta in quattro supermercati di Varese e provincia sembrerebbe che non sia tutto oro quel che luccica. Ad una grande e sempre più variegata offerta pare infatti che non corrisponda una grande richiesta. «Non è un periodo di vacche grasse, la gente compra i prodotti biologici solo se il prezzo è conveniente» afferma Ezio Filiguri, caporeparto del Gs di via Sanvito. Il prezzo più alto rispetto ai prodotti tradizionali è la causa delle vendite non elevate anche secondo Marco Mazzini, responsabile della Unes di Gavirate: «I clienti comprano frutta e verdura, ma in generale il biologico non tira più di tanto».
Anche all’Esselunga di Masnago i prodotti tradizionali vanno per la maggiore, ma il bio ha una fedele fetta di clientela che acquista solo questo tipo di prodotti. «C’è chi si fida solo dell’agricoltura biologica ed è disposta a spendere qualcosa in più per comprare cibi senza pesticidi e concimi chimici» afferma il vicedirettore del supermercato.
La Coop – abbiamo visitato quella del centro commerciale “Le Corti – ha provato a conciliare la genuinità dei prodotti con la competitività dei prezzi. Hanno infatti lanciato la linea “Prodotti con amore”, linea di prodotti non biologici (per ottenere questo tipo di etichetta occorre una certificazione rilasciata da un apposito consorzio) ma sulla cui qualità garantisce la Coop stessa. Su questi cibi si trova il simbolo del quadrifoglio, una foglia per ciascun punto garantito dal supermercato: provenienza da produzione integrata, residui chimici molto al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge, assenza di qualsiasi trattamento successivo alla raccolta ed infine conoscenza e controllo di tutta la filiera produttiva e delle caratteristiche igienico-sanitarie del prodotto. «Cerchiamo di venire incontro alla nostra clientela offendo cibi di qualità ad un prezzo contenuto, oltre ai tradizionali prodotti abbiamo persino un latte con queste caratteristiche» afferma Olivia Ghelfi, un’addetta agli scaffali.
In effetti il problema del costo dei prodotti biologici è molto avvertito dalla gente. Molti comprerebbero volentieri questi cibi, ma non possono permettersi di farlo tutti i giorni. «Ogni tanto compro della verdura, ma non sempre» afferma infatti il signor Carlo Piana. «Non ho la mania del bio, mi sembra più che altro una moda, compro solo qualcosa quando capita» commenta invece Sonia. La signora Marina Allegri è ancora più drastica: «A volte acquisto qualche cibo biologico, ma mi sembra che sia meno saporito rispetto agli altri». Unica controcorrente è la signora Gianna: «Compro solo prodotti biologici, preferisco spendere qualcosa in più ma essere sicura di mangiare sano piuttosto che risparmiare. Quando scelgo la verdura controllo che ci sia la terra attaccata».
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